BATTISTERO LATERANENSE

La comprensione esatta delle prime fasi storiche del Battistero Lateranense di S. Giovanni in Fonte, generalmente considerato il più antico battistero monumentale, non è agevole. Sinteticamente, si può dire che ad una prima fase contantiniana, che aveva riutilizzato un precedente ninfeo, è seguita una ricostruzione avvenuta in due fasi nel V secolo, con l’aggiunta di un atrio a sud e di tre cappelle. Nel VII secolo fu aggiunta a sud-est la Cappella di S. Venanzio, decorata con mosaici coevi a fondo dorato. Nel XVI secolo (nuova porta d’ingresso a nord su Piazza S. Giovanni) e nel XVII (rinnovamento dell’interno) furono attuate importanti modifiche. L’edificio attuale, comunque, corrisponde sostanzialmente alla fase (ri)costruttiva del V secolo. La pianta dell’edificio è ottagonale con copertura a cupola, sostenuta da due ordini di colonne. Al centro dell’ambiente principale, al di sotto della cupola, si trova la spaziosa vasca battesimale (utilizzata in origine per il battesimo ad immersione), al cento della quale sta un’urna di basalto verde.

Per approfondire:

http://www.battisterolateranense.it/storia.html

http://www.annazelli.com/battistero-lateranense-di-san-giovanni-in-fonte-roma.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Battistero_lateranense

S. MARIA DELL’ANIMA

L

L’origine di questa chiesa risale al XIV secolo, quando viene costituito un ospizio con oratorio per i pellegrini di nazione germanica. Ancora oggi, è la chiesa ufficiale dei cattolici di lingua tedesca di Roma. Nella sua forma attuale, la chiesa viene costruita nella prima metà del ‘500. Mariano Armellini, nella sua opera fondamentale “Le Chiese di Roma”, ci dice che il nome si deve al ritrovamento nel sito di un’antica immagine che raffigurava Maria fra due anime oranti del Purgatorio, una scena rappresentata nella scultura presente sulla facciata. Si tratta di una tipica “Hallenkirche” nordica, la cui caratteristica peculiare consiste nell’altezza delle navate laterali, uguale a quella della navata centrale. Ancora in discussione è la paternità del progetto, probabilmente dovuto a Giuliano da Sangallo. La piatta facciata è tipicamente rinascimentale e risulta notevolmente più alta del corpo della chiesa, forse per un voluto effetto scenografico. Fra le opere d’arte presenti all’interno, sono da menzionare: la pala d’altare di Giulio Romano che rappresenta una Sacra Conversazione con Santi; una Pietà scolpita da Lorenzetto molto simile, ma non uguale, a quella di Michelangelo; la Cappella del Margravio affrescata da Francesco Salviati, la cui Deposizione è un gioiello assoluto del Manierismo; il Monumento Funebre del papa olandese (e quindi “germanico” in senso lato) Adriano VI (1522-1523). Da notare che la Cappella del Margravio (o dei Margravi) di Brandeburgo fu patrocinata da Alberto di Brandeburgo, l’ambizioso cardinale tedesco al quale si deve la vendita delle indulgenze che inorridì Lutero e fu all’origine della Riforma. Alberto è rappresentato in preghiera nella Deposizione di Salviati. Il campanile, visibile solo da un vicolo laterale, mostra bifore rinascimentali e una copertura con maioliche della cuspide, secondo l’uso germanico. Gli interventi dei secoli XVIII (coro) e XIX (corpo longitudinale) hanno in parte modificato l’impronta rinascimentale degli inizi del ‘500.

S. SILVESTRO IN CAPITE-

Fondata nell’VIII secolo nell’area dell’antico Tempio del Sole, deve il suo nome alla reliquia del capo di S. Giovanni Battista, conservata in una cappellina laterale accessibile dall’esterno. Varie volte rimaneggiata, il suo aspetto attuale risale ai primi anni del ‘700, quando Domenico De Rossi realizzò la facciata, che immette in un vasto atrio scoperto ricco di importanti reperti.

Trinità dei Monti

Iniziata nel 1502 in stile gotico, fu poi ampliata e infine consacrata nel 1585-
Vari architetti hanno lavorato alla realizzazione di questa chiesa-
La facciata (1584) è stata forse progettata da Giacomo della Porta-
La scalinata di accesso a doppia rampa (1587) è di Domenico Fontana-
Tra le molte opere presenti all’interno, bisogna segnalare soprattutto una straordinaria Deposizione di Daniele da Volterra, capolavoro del Manierismo-

Nel suo aspetto attuale, questa Chiesa può essere considerata come un vero gioiello barocco.

Foto di Pietro Massolo-

S. LORENZO IN PISCIBUS

Ha resistito alle demolizioni novecentesche e si trova nel Rione Borgo, in Via Pfeiffer, ma non è visibile dall’esterno, se non in minima parte (l’abside), perchè è circondata dagli edifici moderni. L’espressione “in piscibus” deriva dal fatto che in un lontano passato nella zona esisteva un mercato del pesce. Secondo la tradizione fu fondata da S. Galla nel VI secolo, ma la documentazione storica non va oltre il secolo XII. Attualmente si presenta priva, forse per fortuna, delle cosiddette “superfetazioni” barocche, ma ciò non significa, ovviamente, che sia rimasta intatta nella sua forma romanica originale. Notevole il campanile del XII secolo. L’interno, molto disadorno, risulta diviso in tre navate da colonne di spoglio. La muratura medioevale è ancora ben riconoscibile.

S. MARIA DI LORETO

NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE

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NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE Piazza Navona-Corso del Rinascimento Questa chiesa ha una storia complicata e ciò spiega il fatto, un po' strano, che ha praticamente due facciate: una su Piazza Navona e l'altra su Corso del Rinascimento. "Una delle rare chiese quattrocentesche di Roma, che peraltro ha subito modifiche e rifacimenti come poche, basti pensare al fatto che ebbe per due volte una inversione dell’orientamento. La chiesa fu eretta in occasione del Giubileo del 1450 sul luogo di un precedente ospizio con oratorio per i pellegrini spagnoli, si è ipotizzato su disegno di Bernardo Rossellino, fu poi ingrandita suc­cessivamente, con una originaria facciata secondaria su piazza Na­vona che doveva essere simile a quelle di S. Agostino e S. Maria del Popolo; ulteriori lavori si ebbero ai primi del Cinquecento, al­l’interno, a opera di Antonio da Sangallo il Giovane. Cadde in grave decadenza tra Sette e Ottocento, finché, acquistata dai Mis­sionari francesi del S. Cuore, subì un radicale restauro, tra il 1878 e il 1881 a opera dell’architetto Luca Carimini, e l’orientamento fu spostato verso piazza Navona (trasferendo anche i portali); l’a­pertura di corso del Rinascimento nel 1936 portò a ripristinare l’o­rientamento originario, amputando peraltro la chiesa delle prime campate." http://www.romaspqr.it/ROMA/CHIESE/Chiese_rinascimentali/Nostra_signora_del_sacro_cuore.htm Foto e video di Pietro Massolo https://massolopedia.it/curriculum-vitae-2/ https://m.facebook.com/massolopediavisite/?ref=bookmarks https://massolopedia.it https://massolopedia.it/roma/ https://massolopedia.it/chiese-di-roma-2/ https://massolopedia.art.blog

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SS. ANDREA E CLAUDIO DEI BORGOGNONI

CHIESE GEMELLE

S. GIUSEPPE A CAPO LE CASE