LA BATTAGLIA DI OSTIA-849

Dopo il saccheggio di Roma da parte dei Saraceni nell’846, il papa Leone IV inizia la costruzione di una cinta muraria difensiva attorno al Vaticano (le famose “Mura leonine”), ma la minaccia saracena è quasi continua. 
Ma chi erano questi “Saraceni”? L’etimologia di questa parola è molto discussa ed è anche discusso il suo reale significato. Può essere intesa come un sinonimo di “Arabi”, ma generalmente gli storici designano con questo termine i musulmani occidentali, cioè quelle popolazioni nomadi e seminomadi nordafricane formatesi dalla fusione tra gli Arabi e i gruppi etnici autoctoni, tra cui i cosiddetti “Berberi”. Di sicuro, questi popoli di religione musulmana praticavano in modo sistematico la pirateria nel Mediterraneo e compivano scorrerie in cerca di schiavi e di bottino. 
Nella primavera dell’849 si diffonde la notizia di un attacco ormai imminente dei Saraceni a Roma. Le città di Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento, stufe delle continue scorrerie saracene e decise a difendere la capitale della Cristianità, formano la Lega Campana e costituiscono rapidamente una flotta per fermare l’attacco dei Saraceni. Nel mese di luglio le due flotte, saracena e cristiana, sono pronte allo scontro. La flotta della Lega è guidata dal console Cesario di Napoli (figlio  del duca di Napoli Sergio). 
Dobbiamo tener presente che la posizione di Napoli, in quel momento, pare un po’ ambigua per via dei rapporti amichevoli intercorsi con i Saraceni, il che non ci sorprende. Dall’inizio dell’espansione araba nel Mediterraneo (VII secolo) le relazioni tra l’Occidente e il mondo islamico non erano state caratterizzate solo da scontri armati, ma anche da relazioni commerciali e culturali. Comunque, papa Leone IV pretende una presa di posizione netta e ufficiale da parte di Cesario. 
Prima della battaglia, il papa celebra una Messa nella Basilica di S. Aurea nel borgo di Ostia (la città antica era da tempo abbandonata) per propiziare la vittoria dei soldati della Lega Campana. La preghiera creata per l’occasione è rimasta nella liturgia cattolica. In essa si fa riferimento all’Apostolo Paolo, salvato da Dio nei naufragi accaduti durante i suoi viaggi in mare.
Il giorno seguente inizia lo scontro che dura per quasi tutta la giornata con fasi alterne, finché una tempesta non scompagina lo schieramento delle navi saracene, consentendo ai cristiani di sferrare un attacco decisivo. La maggiore maestria (e soprattutto la maggiore conoscenza del vento libeccio) dei marinai italiani risulta in questo frangente determinante. Non abbiamo, ovviamente, un computo preciso dei morti, dei feriti e dei prigionieri. Le fonti storiche sono scarse. Sappiamo comunque che molti prigionieri musulmani furono utilizzati per la costruzione delle Mura Leonine. La schiavizzazione dei prigionieri di guerra, a maggior ragione se infedeli, era all’epoca del tutto normale.
Prima di Lepanto, la Battaglia di Ostia può essere considerata come la principale vittoria navale cristiana sui musulmani.
Possiamo chiamarla “vittoria italiana”? Entro certi limiti forse sì, nel senso che un minimo di spirito italico patriottico dovette stare tra le motivazioni profonde dei marinai cristiani. Ma certo si era ancora molto lontani dalla formazione di una coscienza civile italiana, alla quale, comunque, questa battaglia diede un significativo contributo, circa 300 anni prima della Lega Lombarda.
il significato religioso risultò comunque quello prevalente nella memoria storica. Fu ritenuta una vittoria voluta da Dio soprattutto per via della determinante tempesta. E naturalmente il merito principale fu attribuito alla benedizione da parte del papa Leone IV, come si può notare anche nella Battaglia di Ostia di Raffaello (1514-1515). Da notare che il grande pittore urbinate diede a Leone IV le sembianze del papa allora regnante, Leone X (1513-1521).  
Per quanto riguarda le conseguenze della battaglia, possiamo dire che la reale portata dello scontro fu amplificata nella memoria della Cristianità? La cosa sembra più che plausibile, visto che era stata preceduta da circa 200 anni di attacchi e di invasioni da parte dell’Islam. In ogni caso, essa ebbe un impatto abbastanza notevole nella “geopolitica” del Mediterraneo, perché rafforzò, nel breve e medio termine, la posizione delle città marinare italiane nel Tirreno. Questo è un dato senz’altro molto importante nel quadro complessivo della Storia d’Italia, dal momento che proprio lo sviluppo delle cosiddette “repubbliche marinare” costituì una delle premesse della fioritura della civiltà comunale.  
Inoltre, se consideriamo che la Città Eterna aveva già subìto poco tempo prima un pesante saccheggio, quali sarebbero state le conseguenze di un ulteriore attacco all’Urbe in caso di sconfitta cristiana? Sta qui, a mio avviso, il profondo significato politico e religioso della vittoria di Ostia. 

 

Raffaello, “Battaglia di Ostia”, Stanze Vaticane
(da Wikipedia)

Per approfondire:
https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Ostia
http://cronologia.leonardo.it/storia/anno849.htm
http://win.storiain.net/arret/num42/artic2.htm
http://www.treccani.it/enciclopedia/saraceni_(Enciclopedia-Italiana)/
http://zweilawyer.com/2017/02/05/il-sacco-di-roma-846-d-c-e-la-battaglia-di-ostia-849-d-c/

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