PICCOLO DIZIONARIO DI PSICOLOGIA

ANALE (FASE) In psicoanalisi, la seconda fase dello sviluppo psicosessuale, caratterizzata dall’organizzazione della libido sotto il primato della zona anale: le gratificazioni, le frustrazioni e i conflitti sono legati ai processi fisiologici di espulsione e di ritenzione delle feci e al loro valore simbolico.

ATTACCAMENTO Si tratta del legame “che unisce il bambino a chi si prende cura di lui”, ma naturalmente non riguarda soltanto il rapporto madre-bambino. La teoria dell’attaccamento, formulata alla fine degli anni ’60, è legata soprattutto alle opere di J. Bowlby . L’attaccamento viene definito fondamentalmente come un comportamento che ha come scopo quello di mantenere la vicinanza e l’interdipendenza reciproche. L’attaccamento viene considerato come una motivazione ereditaria istintiva e primaria e non derivata e secondaria, la cui funzione adattativa consiste fondamentalmente nella necessità della protezione della prole dai predatori. Il comportamento di attaccamento vero e proprio inizia nell’uomo generalmente fra i 4 e i 12 mesi, “quando il bambino risponde in modo differenziato alla madre e tende a mantenere il contatto con lei.” http://www.treccani.it/enciclopedia/attaccamento
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/attaccamento/

Nel corso dei primi anni di vita, i bambini costruiscono “modelli operativi interni” basati sulle esperienze relazionali precoci. Questi modelli operativi sono piuttosto persistenti e influenzano le relazioni e le percezioni sociali anche nell’adullto. La teoria dell’attaccamento di John Bowlby è stata supportata dai dati empirici soprattutto grazie alle osserzazioni di Mary Ainsworth, la quale ha individuato tre fondamentali modelli di attaccamento. Il paradigma sperimentale della studiosa si chiama Strange Situation Procedure e consiste nella separazione del bambino dalla madre, seguita dopo un certo tempo (ovviamente limitato) dal ricongiungimento. Le reazioni dei bambini al ricongiungimento erano fondamentalmente di tre tipi: atteggiamento nettamente positivo, ambivalenza e indifferenza o ostilità. Studi successivi hanno permesso di considerare un quarto pattern che non rientra nelle tipologie precedenti.

Esiste una relazione fra le modalità di attaccamento del bambino alla madre e la sua capacità da adulto di parlare con un interlocutore in modo sincero, chiaro, completo e pertinente, cioè secondo i criteri stabiliti dal filosofo del linguaggio Paul Grice per rispettare il “principio di cooperazione”.
Infatti, la cosiddetta “ADULT ATTACHMENT INTERVIEW, un’intervista semistrutturata che si  usa per far emergere nell’adulto la modalità di attaccamento alla propria madre, si basa proprio sui criteri di Grice.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice

https://www.counselling-directory.org.uk/memberarticles/four-patterns-of-adult-discourse-observed-in-the-adult-attachment-interview

NEED FOR ACHIEVEMENT Può essere tradotto come bisogno di risultati e di successo in senso lato. Si tratta del bisogno di ottenere risultati significativi nei più vari campi di attività e di dimostrare le proprie capacità. L’espressione fu usata per la prima volta da Henry Murray in associato a una serie di azioni. Questi includono: “sforzi intensi, prolungati e ripetuti per realizzare qualcosa di difficile. Lavorare con unicità di intenti verso un obiettivo alto e lontano. Avere la determinazione per vincere”. Il concetto di N-Ach fu successivamente reso popolare dallo psicologo David McClelland. [2] Nel 1961 McClelland pubblicò The Achieving Society, che articolava il suo modello di motivazione umana. McClelland ha sostenuto che tre esigenze dominanti – per il successo, per il potere e per l’affiliazione – sono alla base della motivazione umana. McClelland credeva che l’importanza relativa di ogni esigenza varia tra gli individui e le culture. Sostenendo che i test di assunzione comunemente usati che utilizzano valutazioni del QI e della personalità erano scarsi predittori di competenza, McClelland ha proposto che le aziende dovrebbero basare le decisioni di assunzione su comprovate competenze in campi pertinenti, piuttosto che su punteggi dei test standardizzati. Iconoclastiche ai loro tempi, le idee di McClelland sono diventate una pratica standard in molte aziende.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *