Monte Mario

« Hinc septem dominos videre montes. Et totam licet aestimare Romam. »
(Marco Valerio Marziale)

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In senso strettamente geografico, Monte Mario è il colle più alto di Roma (139 metri) e si trova sulla riva destra del Tevere, nell’area nord-occidentale della città. Ovviamente, non fa parte dei canonici “Sette Colli”, argomento al quale ho dedicato uno studio molto sintetico: https://massolopedia.it/?page_id=592. Sulla sua cima passa, com’è noto, il “primo meridiano” d’Italia. L’area occupata da Monte Mario è talmente vasta da essere compresa in ben tre Municipi: I, XIV e XV, e si estende nei quartieri Trionfale, Della Vittoria, Balduina, Belsito e Primavalle. Si comprende, quindi, quanto sia complessa la definizione precisa di questa parte di Roma dal punto di vista urbanistico, toponomastico e amministrativo.

Grazie alla sua altezza e alla sua posizione, Monte Mario offre splendidi panorami non solo dell’Urbe, ma anche dei monti che circondano la città e quindi è stato sempre il vero paradiso dei pittori “vedutisti”.
L’origine del nome è ancora oggetto di discussione. Ci sono varie ipotesi.
Potrebbe derivare da mare, sia perché vi si trovano conchiglie fossili di un lontano passato, sia perché da alcuni punti si può vedere il mare.
Altri lo fanno derivare da Mario Mellini, l’umanista al quale appartenne la famosa Villa Mellini o “Millina”, fatta costruire da suo padre Pietro fra il 1460 e il 1476, ora sede dell’Osservatorio Astronomico.
Un’altra ipotesi, poco accreditata, attribuisce l’origine del nome all’entrata trionfale del condottiero Caio Mario dopo la vittoria sui Cimbri nell’anno 101 a. C.
Nel Medioevo il colle era detto Monte Malo, cioè Monte Malvagio, per via dell’esecuzione del patrizio Giovanni Crescenzio ordinata dall’Imperatore Ottone III nel 998 (o forse, secondo un’altra tradizione, perchè abitato da gente non affidabile). Dante, nel XV Canto del Paradiso, usa questa denominazione per indicare Roma:

Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.
 
Paradiso, XV, 109-111

Con questi versi, fatti pronunciare dall’avo Cacciaguida, Dante intende dire che Firenze (Uccellatoio), prima ancora di riuscire a superare Roma (Monte Malo) in grandezza e importanza, finirà in malora a causa della sua decadenza morale. “Uccellatoio” è un poggio a nord di Firenze. Si tratta chiaramente di una “sineddoche”: la parte per il tutto.

Ma era anche denominato Mons Gaudius (o “Gaudii”, genitivo di Gaudius) perchè da qui i pellegrini, stremati per il viaggio lungo la Via Francigena, esultavano vedendo per la prima volta la città di Pietro.
A partire dal Rinascimento, il colle fu uno dei luoghi preferiti per la costruzione di ville suburbane, tra le quali dobbiamo ovviamente citare la splendida, anche se incompiuta, Villa Madama, opera del sommo Raffaello Sanzio.

Agli inizi del Novecento, il territorio, attraversato dalla Via Trionfale, era ancora sostanzialmente parte dell’Agro Romano. Vi si trovavano aziende agricole, ville, chiese, istituti religiosi e un edificio militare noto come Forte Trionfale, costruito dopo il 1877 per la difesa di Roma sul lato nordoccidentale. Nello stesso periodo, lungo l’attuale Via della Pineta Sacchetti venne costruito anche Forte Braschi.                                                        Possiamo dire che la costruzione della ferrovia Roma-Viterbo (1894), più o meno parallela alla Via Trionfale, costituì il fondamentale presupposto dell’urbanizzazione del territorio. Infatti, lo sviluppo abitativo seguì sostanzialmente il percorso della ferrovia e dell’antica strada di origine romana.
Comunque, la vera e propria urbanizzazione di Monte Mario è avvenuta nel ‘900, a partire dagli anni Venti. Ciò ha comportato, ovviamente, la perdita irreparabile di vastissime aree verdi e anche di numerosissimi reperti archeologici, rinvenuti proprio nel corso dei lavori. A questo proposito, non si può non menzionare il famoso “Ipogeo degli Ottavi”, una tomba a camera, per fortuna conservata e visitabile, da cui prende nome la borgata che proprio al momento della scoperta (1920) cominciava a formarsi.

Anche il Quariere Balduina cominciò a formarsi negli anni ’20, inizialmente rispettando un progetto che prevedeva l’edificazione di villini e palazzine con giardino, che venne però abbandonato negli anni ’50, quando prevalse l’ediizia “intensiva”.

Il Quartiere Trionfale è uno dei primi 15 quartieri di Roma, nati prima della Grande Guerra, anche se istituiti ufficialmente nel 1921. Prende il suo nome, ovviamente, dall’omonima strada. Storicamente, è legato infatti ai pellegrinaggi medioevali, di cui costituisce oggi un’importantissima testimonianza la piccola Chiesa di San Lazzaro.

L’edificazione di Primavalle, invece, avvenne negli anni ’30, nel quadro di un piano di realizzazione di nuove borgate atte ad ospitare le famiglie costrette ad abbandonare le proprie case in seguito agli sventramenti ordinati dal regime fascista (tra i quali dobbiamo ricordare in particolare quello di Borgo Pio per l’apertura di Via della Conciliazione). Da notare che Primavalle, soprattutto a partire dagli anni ’70, si è allargata enormemente ed in modo piuttosto disordinato a causa della massiccia immigrazione. Parlando in generale, possiamo dire che il processo di urbanizzazione dell’Agro Romano è andato avanti in modo costante e in molti casi fuori controllo, attraverso il ben noto fenomeno dell’abusivismo edilizio, nonostante i tentativi di una pianificazione regolare. Basti pensare al fatto che la Deliberazione del Consiglio Comunale del 31-7-1978 riportava un dato davvero significativo: il volume residenziale abusivo complessivo dell’allora XIX Circoscrizione (oggi XIV) era pari a più del 10 per cento del totale!

Il principale “nucleo storico” di Monte Mario, comunque, va individuato essenzialmente nel tracciato iniziale della Via Trionfale, corrispondente ad un’antica via romana, di cui peraltro non si sa molto. Non a caso, la giustamente famosa “guida rossa” del Touring, prima di parlare di Monte Mario, traccia la storia di questa strada sicuramente molto antica, forse addirittura preromana. Il percorso parte da Largo Trionfale e arriva in cima al Colle, dove si trova l’Osservatorio.
Fra gli interventi urbanistici più importanti, dobbiamo menzionare:

gli impianti della Rai di via Cadlolo, che ospitano il primo centro trasmittente, attivo dal 1937 (Quartiere Della Vittoria);

l’Ospedale San Filippo Neri, lungo la Via Trionfale, costruito nel 1940 e ampliato negli anni ’60;

l’Ospedale Gemelli, nato nel 1964 nell’ambito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore fondata nel 1921 (Quartiere Trionfale);

l’ex Ospedale Pscichiatrico Santa Maria della Pietà, iniziato nel 1909, oggi sede del Municipio Roma XIV; 

il famoso Albergo Hilton, la cui edificazione, nei primi anni ’60, in deroga al piano regolatore, suscitò un vespaio di polemiche.

Nonostante la vorticosa e spesso irregolare urbanizzazione, sono state conservate grandi aree verdi.

Tra esse, vorrei limitarmi a citare l‘area naturalistica di più di 200 ettari, nota come Riserva Naturale di Monte Mario, che costituisce uno dei grandi polmoni verdi di Roma.
La Riserva di Monte Mario  è interessantissima sia dal punto di vista naturalistico, sia sul piano storico-monumentale. Sono presenti specie vegetali autoctone che rientrano nella tipica “macchia mediterranea”, ma anche specie introdotte dall’uomo. Il Regno Animale è rappresentato, tra l’altro, da mammiferi come il riccio, uccelli come la civetta, anfibi e rettili. Per gli amanti del birdwatching e in generale delle lunghe passeggiate nel verde ci sono ben 5 “sentieri natura”.
Nell’area della Riserva sono presenti ville “storiche” molto importanti:  a parte le già citate Villa Mellini e Villa Madama, ricordiamo l’ottocentesca Villa Mazzanti e Villa Miani.

Un discorso a parte merita la già citata Via Trionfale. Si tratta di una strada antichissima, addirittura preromana, probabilmente, che collegava il Lazio con l’Etruria meridionale. Era la strada percorsa dai generali che entravano trionfalmente nell’Urbe (donde il nome), dai barbari nel periodo di decadenza dell’Impero, dagli imperatori germanici e naturalmente dai pellegrini che entravano nella Città di Pietro dopo aver seguito il tracciato della famosa Via Francigena. Seguendo l’omonima via moderna, che ricalca il percorso di quella antica, si possono vedere vestigia del passato estremamente interessanti.

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