TRACCE DI MATRIARCATO NELLA SUCCESSIONE DEI RE DI ROMA?

Sarcofago di marte e rea silvia, 225-230 dc ca. 01.jpg
Sarcofago di Marte e Rea Silvia
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. https://it.wikipedia.org/wiki/Sarcofago_di_Marte_e_Rea_Silvia

Ci sono almeno due aspetti molto singolari nella tradizione relativa alle vicende della monarchia romana. Il primo riguarda il fatto che in 5 casi su sette, che diventano 6 su 8 con Tito Tazio (il quale condivise il regno con Romolo), il re viene ucciso o muore in circostanze misteriose. Inoltre, nessun re è figlio del predecessore. Su questa forma di successione violenta, simile a quella del “Rex Nemorensis”, James Frazer nella famosa opera Il ramo d’oro ha elaborato una teoria della regalità sacra di cui mi dovrò occupare presto. Sappiamo da fonti storiche che il Rex Nemorensis, cioè il Re di Nemi, dove esisteva un importante santuario dedicato a Diana, era uno schiavo fuggitivo che aveva conquistato il potere uccidendo il suo predecessore.
L’altro elemento singolare della monarchia romana riguarda una forma di successione che possiamo definire di tipo matrilineare e che potrebbe essere un residuo, una traccia di una forma di matriarcato.
Devo subito fare due premesse importanti:
1) il dibattito sul presunto matriarcato come forma originaria di organizzazione della società è ancora aperto perché si tratta di un argomento molto complesso, certamente non privo di connotati politico-ideologici. Per questo rimando alla lettura della corrispondente voce della Treccani online, scritta dalla studiosa Eva Cantarella: http://www.treccani.it/enciclopedia/matriarcato_(Enciclopedia-delle-scienze-sociali)/;
2) l’antropologia culturale e l’etnologia ci dicono che il matriarcato e il lignaggio matrilineare sono due cose da tenere distinte, anche se laddove prevale il “matrilignaggio” la posizione sociale della donna appare comunque più autonoma e consistente rispetto ai sistemi patrilineari.
In ogni caso, allo stato attuale sia la documentazione storica che quella etnologica non ci forniscono prove certe di organizzazioni sociali di tipo matriarcale. Il matriarcato originario di cui parlava Bachofen nell’Ottocento rimane tuttora un’ipotesi, anche se in anni recenti la studiosa lituana Marija Gimbutas ha riscontrato tracce consistenti di una cultura neolitica (a quanto pare “pacifica”) diffusa in Europa basata sul predominio delle donne.
Lo studioso britannico Robert Graves ha interpretato gran parte della tradizione mitologica greca come una traccia di una forma di matriarcato, o per meglio dire come il riflesso del passaggio dal matriarcato al patriarcato. L’esempio più chiaro è ovviamente il mito delle Amazzoni.
Dobbiamo anche considerare un tipo di manufatto molto diffuso in età preistorica, noto come “Venere paleolitica”, che fa supporre una forma di religiosità ancestrale basata sul culto di un essere divino femminile. Le “veneri paleolitiche” hanno caratteri sessuali femminili molto pronunciati per rimarcare il potere procreativo della donna, sentito come qualcosa di soprannaturale.
Ciò detto, veniamo al punto.
Siamo tutti portati a credere che la più antica società romana sia un tipico esempio di patriarcato puro. Basti pensare al potere assoluto del “pater familias”, al quale veniva attribuito, ameno in teoria, il potere di vita e di morte sui membri del gruppo familiare: “jus vitae ac necis”. Nel diritto romano la posizione della donna è nettamente inferiore a quella dell’uomo: la sua incapacità giuridica nel campo del diritto pubblico è totale ed anche nel diritto privato è limitata, come dimostra ad esempio il fatto che non può esercitare la potestas sui figli neppure in mancanza del padre (C. Sanfilippo, Istituzioni di diritto romano, ed. Libreria Editrice Torres, p. 52).
Però risulta evidentissimo che il potere regale a Roma non viene trasmesso per via paterna: “Not one Roman king came to power as the son of his predecessor and none of them was known as the father who had a son as successor. The daughter’s son was more important as the future successor than the son’s. It is not possible to date the change from one system in which the daughter’s descent was more important than that of the son to the patriarchal one in which the father – son relation appears as crucial in the heritage…There are grounds to suppose that Latin and Roman society was originaly matrilineal:
Silvii go back to Lavinia and her son and at the beginning
of the Roman state we find Rea Silvia and her sons.”
(Miroslava Mirković, Rea Silvia and Seven Roman Kings: Kinship and Power in Early Rome, Belgrade 2014).

Romolo è figlio di Marte e della Vestale Rea Silvia, figlia di Numitore, Re di Alba Longa e discendente di Enea, il che significa, in pratica (dato che mater semper certa est!), che la sua legittimazione politico-sacrale deriva da una sacerdotessa, che si può far rientrare nell’archetipo della sacerdotessa-regina del matriarcato.
Numa Pompilio era marito della figlia di Tito Tazio, il re sabino che per un certo periodo regnò insieme a Romolo; Tullo Ostilio era nipote della moglie di Romolo; Anco Marzio o Marcio era nipote di Numa Pompilio in linea femminile (“Post hunc Ancus Marcius, Numae ex filia nepos”, Eutropio Breviarium ab Urbe condita, I, 5)
; Tarquinio Prisco, il primo dei re etruschi, era figlio di Demarato di Corinto, il quale era emigrato in Etruria e aveva sposato una donna etrusca. Diventa re soprattutto grazie alle capacità magico-divinatorie della moglie Tanaquilla; Servio Tullio è il marito della figlia di Tanaquilla e di Tarquinio Prisco; Tarquinio il Superbo è il figlio di Tarquinio Prisco, ma è anche il marito della figlia maggiore di Servio Tullio (e uccide il suocero con la complicità della seconda moglie, la figlia minore di Servio…).
In conclusione, si può dire che in tutta questa complicata vicenda risulta evidentissima un’impronta di tipo matriarcale ed anche un residuo di una concezione della regalità sacra molto vicina a quella del Rex Nemorensis, per la quale è necessaria una trattazione specifica.
Per approfondire:
Miroslava Mirković, Rea Silvia and Seven Roman Kings: Kinship and Power in Early Rome, Belgrade 2014
Questo saggio molto interessante si può trovare qui:

https://www.academia.edu/28532587/Rea_Silvia_and_Seven_Roman_Kings_Kinship_and_Power_in_Early_Rome_Belgrade_2014

IL SIMBOLO NELLA STORIA DELLE RELIGIONI-PICCOLE NOTE INTRODUTTIVE

Etimologicamente, la parola “simbolo” è legata al concetto di “mettere insieme”.
In senso generale, puo essere considerato come un simbolo tutto ciò che rappresenta qualcosa, quindi anche un segno linguistico o matematico.
Nel campo storico-religioso, però, il discorso cambia completamente.
In senso religioso, il simbolo si differenzia moltissimo dal semplice segno. Tra il simbolo e l’entità simboleggiata deve esistere un rapporto strettissimo, costante nel tempo e indipendente dal contesto, al punto che si può considerare come un rapporto d’identità. Questo non vale per il semplice segno.
Per capirlo bisogna fare un esempio concreto.
Prendiamo il caso del pesce, che viene considerato generalmente come un simbolo di Gesù Cristo nella cultura paleocristiana.
Il motivo è semplice: la parola pesce, in greco ΙΧΘΥΣ (ichthys), è l’acronimo di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore.
«’Ιησοῦς Χριστός Θεoῦ Υιός Σωτήρ (Iesùs CHristòs THeù HYiòs Sotèr)»
Si capisce bene che l’immagine del pesce non può essere considerata un simbolo religioso in senso stretto. La prova sta nel fatto che in un contesto diverso, per esempio una cucina, il pesce assume ovviamente tutt’altro significato.
Invece il Crocifisso è talmente legato alla figura di Gesù che non si può parlare di una pura e semplice “rappresentazione”. Il Crocifisso è sacro proprio perché esso, in effetti, “è” Cristo. La distinzione tra l’oggetto e l’entità rappresentata si perde nella logica religiosa.
Lapide paleocristiana nel Museo delle Terme di Diocleziano. Qui abbiamo sia l’immagine del pesce, sia la parola ΙΧΘΥΣ (ichthys).

VISITE GUIDATE 2018-2019

XIV CORSO DI CONOSCENZA STORICA DI ROMA CON IL PROF. MASSOLO

2018-2019

 

 

CALENDARIO DAL 3 MAGGIO AL 5 GIUGNO

VENERDÌ 3 MAGGIO: S. ANDREA DELLA VALLE

SABATO 4 MAGGIO: MUSEO BARRACCO (arte classica)

GIOVEDÌ 9 MAGGIO: MUSEO NAZIONALE ROMANO-PALAZZO MASSIMO (entrata gratuita)

SABATO 11 MAGGIO: CHIESA DEL GESÙ

MERCOLEDÌ 15 MAGGIO: INSULA DELL’ARA COELI (visita speciale)

SABATO 18 MAGGIO: PASSEGGIATA AL GIANICOLO

MERCOLEDÌ 22 MAGGIO: FONTANONE DELL’ACQUA PAOLA (visita speciale)

SABATO 25 MAGGIO: S. ROCCO ALL’AUGUSTEO

MERCOLEDÌ 29 MAGGIO: S. ROCCO ALL’AUGUSTEO

DOMENICA 2 GIUGNO: TERME DI CARACALLA (entrata gratuita)

MERCOLEDÌ 5 GIUGNO: FORI IMPERIALI (visita speciale)

 

DOMENICA 9 GIUGNO-
UN VIAGGIO NELLA SABINA MEDIOEVALE

http://www.sabina.it/luoghi/itinrom/vescovio.htm
https://www.geosabina.it/comune-di-torri/santuario-di-vescovio

Prenotazione individuale obbligatoria con messaggio al numero 3381257308, con indicazione della preferenza: mezzo proprio o pullman per arrivare.

Visita guidata promozionale gratuita comprendente la chiesa ( SANTA MARIA DELLA LODE) e i resti del castello medioevale.

Minimo 30 persone.

 

OTTOBRE

DOMENICA 7 OTTOBRE

MUSEO DELLE TERME DI DIOCLEZIANO

AREA ARCHEOLOGICA

ORE 10 DAVANTI A S. MARIA DEGLI ANGELI

 

SABATO 13 OTTOBRE

ALLA SCOPERTA DI TRASTEVERE

ORE 10 A PIAZZA BELLI

 

SABATO 20 OTTOBRE

MUSEO DIFFUSO DI TESTACCIO

ORE 10 DAVANTI AL MUSEO DI PORTA S. PAOLO

 

SABATO 27 OTTOBRE

MUSEI CAPITOLINI

ORE 10 PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

 

                       NOVEMBRE

 

DOMENICA 4 NOVEMBRE

GALLERIA NAZIONALE D’ARTE ANTICA DI PALAZZO BARBERINI

 

SABATO 10 NOVEMBRE

CHIESA DEL SACRO CUORE DI GESÙ

ORE 10 VIA MARSALA 37

OPERE DI MAURO PALOMBA

Donna al canneto -1
Donna al canneto -1

Donna al canneto -2
Donna al canneto -2

Donna al canneto -3
Donna al canneto -3

Donna al canneto -4
Donna al canneto -4

Donna al canneto -5
Donna al canneto -5

Conchiglie -1
Conchiglie -1

Conchiglie -2
Conchiglie -2

Macerie
Macerie

Chiodi
Chiodi

Calice
Calice

Albero tagliato
Albero tagliato

Piuma
Piuma

Corona
Corona

Porticina rossa
Porticina rossa

Uomo nero
Uomo nero

Tacchi
Tacchi

Rabbino
Rabbino

FOTOGRAFIE DI ANTONIO PRIMAVERA

FOTOGRAFIE VARIE

Palazzo Altemps - Sarcofago grande Ludovisi
Palazzo Altemps – Sarcofago grande Ludovisi

 

Palazzo Altemps - Venere (forse) (1)
Palazzo Altemps – Venere (forse) (1)

Palazzo Altemps - Il Galata suicida
Palazzo Altemps – Il Galata suicida

Palazzo Altemps - Il Galata suicida (1)
Palazzo Altemps – Il Galata suicida (1)

Palazzo Altemps - Antinoo
Palazzo Altemps – Antinoo

Palazzo Altemps - Trono Ludovisi (1)
Palazzo Altemps – Trono Ludovisi (1)

Palazzo Altemps - Camino di Martino Longhi
Palazzo Altemps – Camino di Martino Longhi

Palazzo Altemps - Trono Ludovisi
Palazzo Altemps – Trono Ludovisi

Palazzo Altemps - Venere (forse)
Palazzo Altemps – Venere (forse)

(Foto di Antonio Primavera)