VILLA BORGHESE

Foto di Pietro Massolo

Fu acquistata dallo Stato italiano per 3 milioni di lire nel 1901 e ceduta al Comune di Roma nel 1903. Da quel momento è diventata una delle ville più amate dai romani e non solo. Forse la più apprezzata, anche per le passeggiate romantiche. In effetti Villa Borghese offre una combinazione rara di natura ed arte. Peccato che sia ancora priva di un’adeguata sorveglianza. Ogni tanto qualche “essere” lascia un brutto segno del suo passaggio. Giusto per fare un esempio, alcuni anni fa venne rubata la bella statua del leone che si trovava lungo il viale che porta al Giardino del Lago. Io me la ricordo molto bene, ma la cosa è passata quasi inosservata. E poi sono stati danneggiati molti busti degli uomini illustri presenti nella zona del Pincio. Che tristezza!

Il nucleo della villa apparteneva alla ricca e potente famiglia Borghese, di origine senese, già verso la fine del Cinquecento. La costituzione di una vera e propria residenza nobiliare si deve al cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di papa Paolo V (1605-1621), al secolo Camillo Borghese. Paolo V era figlio di Marcantonio I Borghese, un avvocato concistoriale che si era trasferito a Roma nel 1541 e aveva sposato la nobile romana Flaminia Astalli. Da questo matrimonio discendono i Borghese di Roma.

La trasformazione iniziò nel 1606 e si concluse nel 1633. Vi lavorarono, fra gli altri, gli architetti Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio (Jan van Santen), ai quali si deve l’edificio principale della villa, il “Casino Nobile” (oggi sede della Galleria Borghese) e il creatore di giardini Domenico Savini da Montepulciano. A questa prima fase appartengono anche il Casino del Graziano, il Casino Giustiniani, l’Uccelliera e la Meridiana con i relativi giardini “segreti”.

Una seconda fase della trasformazione iniziò nel 1766 per iniziativa del principe Marcantonio IV Borghese e riguardò soprattutto i giardini, che furono abbelliti da numerose fontane. Inotre venne sistemato l’ormai famoso “Giardino del Lago”. I lavori furono diretti dall’architetto Antonio Asprucci e da suo figlio Mario.

Nel corso del XIX secolo ci furono ulteriori ampliamenti e i giardini formali o geometrici “all’italiana” vennero in gran parte trasformati secondo la tipologia del giardino di paesaggio “all’inglese”, più adatto al gusto romantico.

Sitografia:

http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/ville_e_parchi_storici/ville_dei_nobili/villa_borghese

https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Borghese

https://www.romasegreta.it/rubriche/villa-borghese.html

(Foto di Pietro Massolo)

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