SILVESTRO II – LA LEGGENDA NERA DEL PAPA MAGO

Nella navata intermedia destra dell’Arcibasilica Patriarcale di San Giovanni in Laterano si trova un monumento poco noto risalente agli inizi del Novecento. Si tratta del cenotafio del papa Silvestro II (999-1003).

 Cenotafio di Silvestro II

Nel monumento si trova, tra l’altro, un’antica iscrizione attribuita al pontefice Sergio IV (1009-1012)  e dedicata a Silvestro II.

Lapide con l’iscrizione 

 LA STORIA
Silvestro II, al secolo Gerberto di Aurillac, 139º papa della Chiesa Cattolica dal 999 alla morte avvenuta nel 1003, fu il primo pontefice francese.
In un’Europa non ancora pienamente ripresasi dopo il durissimo periodo delle invasioni ungare, saracene e normanne, Gerberto di Aurillac fu uno studioso davvero insaziabile, esperto nelle arti del trivio e del quadrivio, quindi scienziato e nello stesso tempo “umanista” ante litteram. Grazie soprattutto alla sua cultura ritenuta immensa, sebbene fosse di origini non nobili, riuscì a farsi apprezzare dai grandi personaggi del tempo: vescovi, papi e imperatori.
Ciò gli consentì di fare una brillante, anche se non priva di duri contrasti, carriera ecclesiastica e di divenire, nel 999, papa per volontà dell’imperatore Ottone III, di cui era stato fino a quel momento consigliere.
Con Ottone III tentò di realizzare una vera e propria “renovatio imperii”, e cioè, sostanzialmente, una restaurazione del Sacro Romano Impero fondato da papa Leone III e da Carlo Magno. La scelta del nome Silvestro non fu certo casuale. Gerberto si sentiva investito di una missione speciale paragonabile a quella compiuta da papa Silvestro I, il quale secondo la tradizione aveva convertito Costantino il Grande e quindi posto le basi dell’Impero cristiano universale. Con il papa in Laterano e l’imperatore sull’Aventino Roma visse un brevissimo e intenso periodo di rinascita culturale e civile, che si può far rientrare nel quadro generale della cosiddetta “rinascita dell’Anno Mille”. 
Durante il suo breve regno, Silvestro II diede un forte impulso alla “riforma cluniacense” della Chiesa e all’attività missionaria in Europa centro-orientale.
Non riuscì, però, a sottomettere la nobiltà romana, che non sopportava la presenza ingombrante a Roma di Ottone III, il quale fu addirittura costretto ad allontanarsi dall’Urbe insieme al papa.
Dopo la morte di Ottone III nel 1002 Gerberto potè rientrare a Roma, dove ormai aveva ripreso il sopravvento la potente famiglia dei Crescenzi. Silvestro II morì l’anno seguente e con la sua morte svanì, anche se non per sempre, il sogno della “renovatio imperii”.

LA LEGGENDA NERA DEL PAPA-MAGO
Notiamo innanzitutto che l’iscrizione attribuita a Sergio IV non accenna minimamente ai tratti diciamo oscuri di Gerberto di Aurillac. Anzi, è un vero panegirico di Silvestro II.
Comunque, forse già mentre era vivo, ma di sicuro poco dopo la morte si sviluppò attorno alla sua figura una quantità notevole di aneddoti leggendari a sfondo magico e demoniaco. Secondo il grande studioso Arturo Graf, la radice primaria di tali leggende fu la grandissima e quindi sospetta erudizione di Gerberto. Dovette apparire strana a molti intellettuali anche la sua sfolgorante carriera ecclesiastica, davvero eccezionale date le sue origini umili. A questo si devono aggiungere il contatto con la cultura “saracena”, ovviamente sospetta nel mondo cristiano, avvenuto in Catalogna e i molti avversari politici che avevano ostacolato la sua carriera.
Per tutti questi motivi si diffuse la diceria, attestata in molti scrittori posteriori fino al Rinascimento e alla Riforma, secondo la quale Gerberto aveva ottenuto scienza, onori e poteri magici grazie all’aiuto del Demonio.
Una leggenda, attestata da uno scrittore del XIII secolo, dice che poco prima della morte di un papa la lapide di Silvestro II trasuda acqua e dal sepolcro viene un rumore di scricchiolìo di ossa…..
A parte la lapide che trasuda e il patto col diavolo, il punto a mio avviso più interessante della “leggenda nera” del papa-mago Silvestro II è il possesso e l’uso di una specie di testa parlante, che in termini tecnici, come sanno bene gli studiosi di esoterismo, rientra nella tipologia del “golem”.
A questo proposito, lo storico anglo-normanno Guglielmo di Malmesbury (XII secolo) ci racconta che Gerberto possedeva una testa di statua che rispondeva alle sue domande predicendo il futuro.
Il “golem” è un’entità molto particolare, a metà strada fra il mondo animato e quello inanimato. Nasce nella cultura esoterica ebraica. Può essere inteso come una specie di “robot” capace di agire come servo di chi lo ha creato.

LA RIABILITAZIONE
La leggenda nera di Gerberto di Aurillac, confluita anche, naturalmente, nella polemica antipapale protestante, venne confutata dal cardinale Cesare Baronio (1538-1607), erudito e grande studioso di Storia della Chiesa, nell’opera Annales Ecclesiastici, la risposta cattolica alla storiografia riformata. Il Baronio dimostrò che la leggenda era nata da una polemica politico-religiosa ed era priva di fondamento storico.
Per quanto riguarda in particolare le ossa scricchiolanti, dobbiamo subito dire che il cadavere di papa Silvestro II in realtà non esiste più. Nel 1648 (e non, come a volte si legge, nel 1684: si veda Graf, op. cit. nella bibliografia, vol. II, p.  27) il sepolcro venne aperto e a quanto risulta il suo cadavere imbalsamato fu trovato intatto, ma quasi subito a contatto con l’aria si trasformò in sottilissima polvere e svanì…..
Il fatto è molto significativo, anche perché smentisce totalmente la leggenda secondo la quale, in punto di morte, Gerberto si era fatto tagliare le mani con cui aveva compiuto riti satanici e il suo corpo era stato divorato da corvi e da cani.

Sitografia essenziale:
http://www.treccani.it/enciclopedia/silvestro-ii_(Enciclopedia-dei-Papi)/
https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Silvestro_II
https://it.wikipedia.org/wiki/Golem
http://it.cathopedia.org/wiki/Papa_Silvestro_II#Leggende_sulla_stregoneria

Libri consigliati:
A. Graf, Miti, leggende e superstizioni nel Medioevo
AA. VV., Guida ai misteri e segreti di Roma
C. Rendina, I papi-Storia e segreti
Si veda anche il n. 1 del 2013 della rivista Medioevo-Dossier, dal titolo: “Astri, spiriti e magie-La superstizione nell’età di mezzo”.

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