SCONTRO DI CIVILTÀ ? OCCHIO AL WAHABISMO

Molti, sulla scorta delle tesi sostenute in anni recenti da Oriana Fallaci, parlano di un inevitabile scontro tra la Civiltà Cristiana Occidentale e la Civiltà Islamica.
Quest’idea dovrebbe essere sottoposta a una severa analisi critica. Il punto fondamentale è che NON ESISTE un fronte compatto islamico.
L’Islam si è diviso pochi decenni dopo la morte del Profeta e la divisione si è aggravata nel corso dei secoli. Oggi il mondo islamico è un vero labirinto di tendenze, dottrine, movimenti che si contrappongono e in moltissimi casi si fanno la guerra. Ognuno di questi movimenti sostiene di essere l’unico e vero Islam. Pertanto, possiamo dire che la tradizionale dicotomia Sunniti-Sciiti è soltanto la classica punta dell’iceberg.
Chiarito questo, passiamo ad analizzare un problema di cui si parla poco e che invece dovrebbe essere affrontato in modo molto serio, anche sul piano politico.
Tutti conoscono Osama Bin Laden, l’ispiratore dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, ma non molti sono al corrente di quella che è stata la sua formazione ideologica.
Sebbene nato nello Yemen, Bin Laden si trasferì presto con la sua numerosa famiglia in Arabia Saudita. In Arabia aderì al Wahabismo, un movimento islamista ultraconservatore di cui la monarchia saudita è l’espressione politica. Grazie anche a rapporti con la famiglia regnante, Bin Laden divenne miliardario. Il resto è storia recente e ben nota.
Cerchiamo ora di analizzare brevemente il cosiddetto Wahabismo. La cosa è importante perché la monarchia saudita (assoluta ed ereditaria), ufficialmente ‘alleata’ dell’Occidente, nasce proprio dal wahabismo e lo sostiene in tutto il mondo grazie ai petroldollari.
Quali sono le caratteristiche principali della dottrina wahabita, che secondo molti studiosi e osservatori è la matrice ideologica del terrorismo islamico fondamentalista?
Il Wahabismo nasce nel XVIII secolo in Arabia, allora in buona parte sottomessa all’Impero Ottomano. In quell’epoca l’Africa settentrionale, il Medio Oriente e persino un pezzo dell’Europa si trovavano sotto il dominio turco.
Questo dato di fatto è importantissimo e dovrebbe far riflettere coloro i quali continuano a sostenere che il terrorismo islamico fondamentalista è una pura, diretta e immediata conseguenza dell’imperialismo occidentale. La Storia è molto più complessa degli schemi ideologici.
La dottrina wahabita in breve: conservatorismo estremo, interpretazione letterale del Corano (leggasi Shari’a), annullamento dell’individuo in funzione della fede e della comunità dei credenti, rifiuto assoluto di tutto ciò che non appartiene alla pura ortodossia sunnitica (quindi anche Sciiti e ovviamente Cristiani, Ebrei e tutte le altre Religioni dell’Umanità).
Mi pare del tutto ovvio quanto una simile ideologia possa favorire la diffusione del terrorismo. Particolarmente significativa, in questo senso, mi sembra soprattutto la totale sottomissione dell’individuo alla Religione e ai valori comunitari condivisi. Questa è la base ideologica del tipico attentatore suicida.
La monarchia saudita si pone quindi da un lato come negatrice della modernità e di ogni possibile evoluzione liberale dell’Islam, dall’altro come principale alleato dell’Occidente. Si capisce bene quanto quest’atteggiamento sia in effetti profondamente e pericolosamente ambiguo. Da notare che l’Arabia Saudita sostiene, finanzia e diffonde, come ho già detto, il Wahabismo in tutto il mondo.
Guarda “Watching The Hawks exposes how ISIS’ ideology, Wahabbism, is the product of British imperialism whic” su YouTube:
https://youtu.be/p1JRh8zMHAo

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