ROBERTO GROSSATESTA

Sebbene sia poco noto, Roberto Grossatesta (1175-1253) ha avuto una grande importanza nella storia del pensiero occidentale.
Tralasciando la sua pur interessante biografia (fu tra l’altro vescovo di Lincoln) e la sua raffinata e complessa ‘metafisica della luce’, dobbiamo mettere in rilievo soprattutto le osservazioni sul metodo scientifico.
La sua ricerca filosofico-teologica non si basava soltanto sui libri delle ‘auctoritates’, ma si nutriva di osservazioni dirette su molti aspetti del mondo naturale ed in particolare sull’ottica. E in questo certamente fu un grande innovatore.
Partendo dagli scritti di Aristotele, Roberto elaborò una dottrina che sotto molti aspetti anticipò il metodo galileiano. Egli infatti mise in rilievo l’importanza della sperimentazione per l’individuazione delle vere cause dei fenomeni. Questo fatto è estremamente significativo perché fino al Rinascimento, a parte poche eccezioni, la filosofia della natura rimase ancorata ai libri di Aristolele, ritenuti infallibili e quindi non suscettibili di verifica tramite osservazioni ed esperimenti.
Non solo: Roberto Grossatesta affermò, 400 anni prima di Galileo, la fondamentale importanza della matematica nel campo della scienza.

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