Pinturicchio

Bernardino di Betto (1452-1513), detto Pinturicchio per la sua piccola corporatura, oggi viene da molti considerato come un grande maestro della cosiddetta ‘scuola umbra’ insieme a Pietro Perugino.
Ma i giudizi critici sulla sua opera, nel corso dei secoli, sono stati altalenanti, a partire dalla valutazione negativa del Vasari. Molti critici, oggi, lo considerano un grande ‘decoratore’, più che un grande pittore.
Sulla corretta interpretazione del suo valore come artista ha influito negativamente il fatto di essere vissuto in un’epoca straordinariamente ricca di pittori di enorme ed universale fama, tra cui Raffaello.
Dobbiamo dire, comunque, che il giudizio negativo del Vasari non è privo di fondamento: Pinturicchio si trovò a lavorare spesso con grande fretta a causa delle numerosissime commissioni e questo produsse opere in alcuni casi non perfettamente elaborate.
Quest’attività frenetica, per committenti a volte di grande importanza, dimostra che in vita riscosse un notevole successo, per alcuni critici superiore ai suoi reali meriti.
Tra le sue opere romane, ricordiamo l’Appartamento Borgia in Vaticano e la Cappella Bufalini dell’Aracoeli.
Ai Musei Capitolini fino al 25 marzo.

 

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