LUCA SIGNORELLI (1450 c.-1523)

Sebbene sia considerato generalmente come uno dei “grandi” del Rinascimento, la fortuna critica di Luca Signorelli è stata piuttosto travagliata e tuttora il dibattito sulla portata innovativa della sua opera è aperto.

Già i contemporanei gli attribuivano una certa audacia nelle invenzioni, che unita al carattere “eccentrico” contribuiva a renderlo un “personaggio” originale. L’opera di Giorgio Vasari ha consolidato la sua fama di artista molto speciale, capace di virtuosismi e “ingegnoso”. Vasari l’ha anche considerato un precursore di Michelangelo e questo giudizio, pur essendo oggi  ritenuto esagerato, continua a pesare in una certa misura sull’interpretazione della sua opera.

L’epoca romantica ha esaltato l’originalità di Signorelli, notevolmente ridimensionata dalla critica nella seconda metà del Novecento. La poliedricità dell’artista, capace di passare dall’intellettualismo acquisito alla scuola di Piero della Francesca al tradizionalismo devozionale, ha portato alcuni studiosi a ritenerlo sostanzialmente superficiale, privo cioè di uno spessore etico-filosofico autentico e profondo.

Oggi, dopo il suo radicale ridimensionamento critico, nessuno può considerare Signorelli un precursore in senso “spirituale” di Michelangelo. Oggettivamente, però, c’è un elemento che unisce la poetica dell’allievo di Piero della Francesca a quella di Michelangelo:  si tratta della centralità del nudo e delle sue potenzialità espressive.

                                                         Luca Signorelli, Dannati all’inferno, cappella di San Brizio, duomo di Orvieto                                                    (https://it.wikiquote.org/wiki/Luca_Signorelli )

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Signorelli

http://www.treccani.it/enciclopedia/luca-signorelli/

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