LA PITTURA VASCOLARE GRECA – SINTESI GENERALE

È una gravissima sciagura per l’intera umanità la perdita quasi totale della pittura greca.
Conosciamo solo indirettamente i nomi degli artisti e le loro opere straordinarie.
Per questo motivo, l’importanza della cosiddetta pittura ‘vascolare’ greca, cioè della pittura sui vasi, detta anche ‘ceramografia’, è enorme sul piano storico-culturale, oltre che su quello puramente estetico.
Per fortuna, della pittura vascolare sono rimaste tantissime testimonianze, che si possono ammirare nei musei di tutto il mondo. Ma i ritrovamenti continuano, come continua, purtroppo, anche il commercio clandestino di queste opere, che dovrebbero invece essere custodite in appositi spazi per dare a tutti la possibilità di guardarle e di capirle.
Dopo la crisi della civiltà ‘palaziale’ micenea e l’inizio del cosiddetto ‘medioevo ellenico’, la ceramografia greca si sviluppa e si evolve in un arco di tempo molto lungo, approssimativamente tra l’undicesimo ed il sesto secolo a. C., e si può dividere in cinque periodi:
PROTOGEOMETRICO;
GEOMETRICO;
ORIENTALIZZANTE;
A FIGURE NERE;
A FIGURE ROSSE.
Lo stile ‘protogeometrico’ è caratterizzato da un totale astrattismo di pure linee dritte ed ondulate, moduli a scacchiera, cerchi concentrici. Si tratta di un geometricismo, però, che tende ad armonizzarsi con la forma dei vasi e che quindi produce un notevole effetto estetico. L’armonia tra il vaso e la pittura che lo ricopre rimarrà una caratteristica costante della ceramografia greca.
Protogeometrico                                    (Da Wikiversity https://it.m.wikiversity.org/wiki/Pittura_vascolare#/media/File%3AAmphora_protogeometric_BM_A1123.jpg )
 Lo stile geometrico è chiaramente il prodotto di un’evoluzione e di un perfezionamento del precedente. Le linee assumono forme più variegate e complesse. Compare il pattern del cosiddetto ‘meandro’, una linea che si spezza alternativamente nelle quattro direzioni, producendo forme particolari, tra cui possiamo citare la svastica.
Ma l’innovazione principale è la ricomparsa delle figure umane ed animali, sia pure estremamente stilizzate. La raffigurazione umana si basa, più o meno, sulle stesse convenzioni tradizionali della pittura egizia, come il busto frontale e le gambe di profilo.
 
Fra l’ottavo ed il settimo secolo a. C. si sviluppa a Corinto lo stile detto ‘orientalizzante’ perché fortemente influenzato dalla tradizione artistica del Mediterraneo orientale e dell’Egitto. Si tratta di un passaggio cruciale.
Compaiono le sfingi ed altri animali più o meno fantastici, ma la cosa più importante è che la figurazione in generale diventa più naturalistica. Si tratta di un passaggio evolutivo estremamente importante per lo sviluppo dell’arte greca in generale. Basti pensare all’importanza della statuaria egizia nella coeva formazione della scultura ellenica.
 Olpe protocorinzia v. 640-w:630 a.C., Museo del Louvre
Fra il settimo ed il sesto secolo si sviluppa il cosiddetto stile a figure nere, dapprima a Corinto e poi nell’Attica. Il pittore dipinge di nero le figure che si stagliano sullo sfondo rossastro del vaso, incidendo all’interno dell’area dipinta le linee necessarie per i particolari ed i profili sovrapposti delle figure.
Da notare che le parti scoperte delle donne sono chiare e gli occhi sempre frontali anche se le figure sono di profilo (come in Egitto!).
Le figure sono piuttosto stilizzate, ma l’effetto estetico prodotto dal nero sul rosso e dall’armonia tra la pittura e la forma del vaso è davvero straordinario!
Si osservi attentamente la famosa anfora con la raffigurazione di Achille ed Aiace che giocano a dadi durante una pausa della battaglia, che si trova nei Musei Vaticani, opera (firmata) di Exekias:
 Aiace e Achille intenti a un gioco da tavolo, un tema ignoto all'epos omerico, ma popolare nella pittura vascolare. Anfora a figure nere dai Musei Vaticani
In quest’opera semplicità e linearità raggiungono il sublime.
Verso il 530 a. C. si afferma ad Atene lo stile a figure rosse. Il pittore dipinge di nero quasi tutta la superficie, lasciando scoperte, e quindi rossastre, solo le parti delle figure, utilizzando un sottile pennello per definire i particolari. L’evoluzione è completa: le figure acquistano una naturalezza prima sconosciuta e compare una sia pur limitata forma di prospettiva.
File:Pyxis Peleus Thetis Louvre L55 by Wedding Painter.jpg
Un discorso a parte merita l’evoluzione della pittura nell’età ellenistica.

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