LA CERAMOGRAFIA NEL MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA

Sviluppo storico con particolare riferimento al territorio di Vulci

L’argomento è molto interessante e complesso nello stesso tempo.
Vediamo perché.
Ubicata nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, Vulci è un’antica e importantissima città etrusca. Il pianoro sul quale sorse e si sviluppò, fino a diventare una potente e ricca città-stato, è attraversato dal fiume Fiora. Lo sviluppo marinaro e commerciale di Vulci avvenne grazie all’emporio commerciale di Regisvilla (Montalto di Castro), in cui affluivano dalla Grecia e dalle regioni del Mediterraneo orientale manufatti importantissimi. Gli scavi archeologici hanno infatti riportato alla luce un’enorme quantità di oggetti di straordinario valore estetico e storico-culturale, molti dei quali sono stati prodotti in loco. Fra le produzioni locali possiamo ricordare i famosi “buccheri”, ben rappresentati nel Museo di Villa Giulia.
Le necropoli di Vulci si trovano nelle località di Poggio Maremma, Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo Maggio e Camposcala. Le tombe sono migliaia, di varie forme e tipologie. Possiamo citare il tumulo della Cuccumella (alto 18 metri e con un diametro di 70 metri), la Cuccumelletta, la famosissima Tomba François, la Tomba  dei Tori e la Tomba della Sfinge.
Proprio Vulci, negli ultimi decennî dell’VIII sec. a.C., diventa uno dei più importanti e fiorenti centri di produzione della ceramica etrusco-geometrica, probabilmente da mettere in rapporto con artisti venuti dalla Grecia e stabilitisi nel territorio della città-stato. Nello stesso contesto ambientale arrivavano anche vasi d’importazione.
Tra l’VIII e il VII sec. a. C. (la cronologia esatta è discussa) l’influenza delle civiltà del Mediterraneo orientale si fa più evidente. Inizia infatti in quel periodo la fase artistica denominata “orientalizzante”, nella quale si può notare il superamento del geometricismo a favore di una figurazione nettamente più naturalistica.
Con la fase orientalizzante si conclude il processo per così dire formativo e proprio per questo estremamente interessante della pittura vascolare estrusca.
Nella seconda metà del VII sec. a. C. comincia la produzione di imitazione e adattamento della ceramica corinzia detta per questo etrusco-corinzia, che deve essere concepita come la fase più matura del periodo orientalizzante.
Nel periodo successivo inizia ad affermarsi la tecnica a figure nere basata anch’essa, fondamentalmente, sui modelli greci. In quest’ambito, particolare rilievo assume il gruppo di vasi ascrivibili al cosiddetto Pittore di Micali.
Nel Museo di Villa Giulia sono presenti anche meravigliosi esempi di ceramografia a figure rosse, nata ad Atene verso il 530 a. C e largamente importata e imitata in Etruria. Tra le opere presenti possiamo citare la famosa anfora a figure rosse del cosiddetto Pittore di Berlino, rinvenuta a Vulci anche se prodotta ad Atene intorno al 490 a. C., restituita all’Italia dal Metropolitan Museum di New York.
A parte ricordiamo anche le interessantissime statuette nuragiche del IX sec. a. C., una testimonianza dei rapporti di Vulci con la Sardegna, e le statue in nenfro.

Per approfondire:
http://www.villagiulia.beniculturali.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Vulci
https://it.wikipedia.org/wiki/Ceramica_etrusca#Etrusco-corinzio
http://www.treccani.it/enciclopedia/vulci_res-8c3d05c8-66c7-11e1-b491-d5ce3506d72e_(Enciclopedia-dell%27-Arte-Antica)/A CERAMOGRAFIA NEL MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA

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