GENETICA ED EVOLUZIONE BIOLOGICA

La teoria dell’evoluzione contiene un’implicita affermazione del miglioramento progressivo delle specie in relazione all’adattamento all’ambiente.
Questo è un punto estremamente importante.
Tutti siamo portati a pensare che se l’uomo ha saputo fare determinate cose che sono impossibili per le altre specie animali ciò è dovuto al fatto che la nostra specie è superiore. Perché è superiore? Semplice: perché è il prodotto o di una Creazione da parte di un Essere spirituale soprannaturale o di un lungo processo evolutivo puramente naturale.
Tralasciando la tesi creazionista, su cui dovremo ritornare, possiamo dire che la teoria evolutiva si basa su alcuni assunti non chiaramente dimostrati e neppure dimostrabili.
Ma come funziona l’evoluzione secondo gli evoluzionisti?
Cercherò di semplificare: a causa di una serie di processi biochimici complessi nessun individuo è geneticamente identico ad un altro (a parte i gemelli omozigoti). La selezione naturale agisce permettendo la sopravvivenza e la riproduzione di quelli più adatti, scartando gli altri.
Fin qui tutto chiaro. Ma sorge un problema: la selezione naturale può operare una scelta tra diverse opzioni esistenti, ma non può in alcun modo creare opzioni nuove secondo un piano evolutivo preciso. Le variazioni individuali sono in effetti casuali e su queste agisce la selezione, ma non secondo un piano preordinato di miglioramento progressivo. Sta qui il nocciolo della questione.
Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che le variazioni casuali e costanti del codice genetico non portano ad un miglioramento progressivo del patrimonio genetico della specie. Accade invece tutto il contrario: le mutazioni portano ad un progressivo peggioramento del cosiddetto genoma. Questo fenomeno si chiama ENTROPIA GENETICA e comporta una progressiva perdita di ‘informazioni’.
Possiamo dire che l’invecchiamento e la morte del singolo organismo avvengono proprio a causa della progressiva accumulazione di mutazioni dannose nelle cellule dell’organismo stesso in seguito ai continui processi di divisione cellulare? La cosa mi pare abbastanza chiara, se si tiene conto della quantità enorme di duplicazioni cellulari che avvengono nel corso della vita all’interno dell’organismo.
La cosiddetta entropia genetica è un fatto, non una teoria, e costituisce una smentita evidente dell’evoluzione intesa come miglioramento progressivo delle specie viventi.
Si veda a questo proposito il seguente chiarissimo documentario scientifico:
 
Guarda “La genetica esclude l’evoluzionismo: evidenti perdite di informazioni” su YouTube
Sitografia essenziale:
http://web.mclink.it/MH0077/ILabirintiDellaRagione/labirinti%201/Sermonti_entropia_ed_evoluzione.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/John_C._Sanford#Genetic_Entropy_.26_the_Mystery_of_the_Genome
Come bibliografia mi pare fondamentale e direi anche sufficiente: John C. Sanford, “Genetic Entropy & the Mystery of the Genome”.

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