IDEOLOGIE COME RELIGIONI

A partire soprattutto dal XVIII secolo, nella civiltà occidentale gli attacchi contro le tradizioni religiose sono stati numerosi e talvolta violentissimi. Basti pensare alla ‘scristianizzazione’ tentata da Robespierre e alle persecuzioni religiose in Unione Sovietica. Da notare che non a caso Robespierre ha cercato di creare e imporre con la forza il nuovo e sostitutivo culto della Dea Ragione, massacrando spietatamente chi non l’accettava, come i vandeani che volevano rimanere cattolici e monarchici.
Nessun regime, comunque, è riuscito a sradicare l’esigenza spirituale profonda che è evidentemente connaturata nell’essere umano e che sta alla base di tutte le religioni, a prescindere dall’uso politico che di esse è stato fatto.
Aggiungo che laddove si è indebolita la religione in senso tradizionale, si sono rafforzati quelli che io chiamerei i ‘surrogati’.
Molte delle  ideologie politiche nate nel mondo occidentale hanno in effetti sviluppato caratteri fideistici non dissimili da quelli delle religioni. Alla fine dell’Ottocento la ‘Patria’ è divenuta una forma di religione con i suoi sacrifici umani e quindi con i suoi martiri. Lo abbiamo visto nella Prima Guerra Mondiale, con i 10 (o forse 20) milioni di morti ed il numero immenso di mutilati e malati. Subito dopo anche Fascismo, Comunismo e Nazismo, dove si sono imposti sul piano politico, sono divenuti vere e proprie religioni di massa e hanno preteso ed imposto assolutismo ideologico e sacrifici umani. Mi viene in mente il famoso motto fascista ‘credere obbedire combattere’, che è assolutamene emblematico. Oppure il famigerato ‘Gott mit uns’ sbandierato dai nazisti, che serviva a giustificare ogni sorta di ignobile e mostruosa nefandezza. E non dimentichiamo il culto di Stalin, venerato come un santo se non proprio come un dio. Il che è puntualmente accaduto anche con Mao nella Cina comunista ed ‘atea’.
Questi surrogati delle religioni hanno prodotto persecuzioni, in qualche caso persino genocidi, negazione della ragione e della verità e hanno asservito l’essere umano all’ideologia. Hanno fatto molto peggio della peggiore degenerazione prodotta dalle religioni in secoli di storia. 
E questa è verita storica, non interpretazione ideologica.
 

 

ESOTERISMO: PREMESSA GENERALE

Non è facilmente definibile il concetto di esoterismo.
In senso strettamente etimologico, esoteriche sono quelle dottrine riservate ai soli iniziati. In senso più generale e moderno, la parola possiede molti significati non sempre coerenti.
Sono propenso a ritenere valida l’idea di chi sostiene che tutte le religioni hanno un fondo esoterico comune, sul quale si sono innestate tradizioni divergenti. In questo senso, si può dire che la componente essoterica, cioè aperta a tutti, delle singole religioni contiene e in alcuni casi nasconde un nucleo originario universale.
Dal piano dottrinario ci si può spostare verso quello cosmico: il mondo materiale e molteplice del divenire è solo l’espressione apparente di una realtà universale unitaria ed eterna. Questa è l’essenza del pensiero filosofico dei presocratici, la cui modernità è davvero sorprendente, se si tiene conto che quest’indirizzo di pensiero si sviluppò fra il VII ed il V secolo a. C., prima della grande sintesi platonico-aristotelica.

ESISTE UNA RELIGIONE ‘INDOEUROPEA’?

Da un punto di vista strettamente linguistico, le somiglianze tra i vari popoli indoeuropei sono talmente evidenti da far ritenere quasi certa o almeno molto probabile un’origine comune.
Più complesso è l’aspetto storico-religioso, soprattutto a causa della scarsità della documentazione. All’ipotesi ben fondata dell’origine comune non corrisponde infatti un popolo determinato collocabile in un preciso ambito spazio-temporale.
In linea generale, si ritiene che questo presunto popolo protoindoeuropeo fosse nomade o almeno seminomade, con una struttura sociale patriarcale basata sulla tripartizione delle funzioni sociali: sacerdotale, guerriera e produttiva (Dumezil).
Premetto che non credo, per varie ragioni, alla perfetta corrispondenza fra struttura socio-economica e religione. Comunque, vi sono alcuni punti su cui vi è un certo accordo fra gli studiosi.
Le dee sono concepite essenzialmente come spose degli dèi e vengono associate a luoghi particolari, come fonti o foreste. La religione romana arcaica è piena di questi casi, che comunque si possono spiegare anche partendo dall’ipotesi matriarcale preindoeuropea (si vedano gli studi di Maria Gimbutas).