ROY LICHTENSTEIN A MILANO

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https://www.mudec.it/ita/lichtenstein-mostra-mudec-milano/

Quali sono gli aspetti essenziali dell’arte di Roy Lichtenstein (1923-1997)?
Io direi due: da un lato l’eclettismo stilistico estremo, nel senso che ha tratto ispirazione da tutte o quasi le correnti artistiche del ‘900; dall’altro la trasformazione del fumetto in una forma d’arte “idealizzata” mediante l’ingrandimento delle vignette e l’uso di una particolare tecnica di “ricomposizione” dell’immagine.
Ed è proprio questo secondo aspetto che l’ha reso famoso in tutto il mondo, in parte oscurando altre importanti linee evolutive della sua opera.
In poche parole: Lichtenstein ha saputo rendere in un certo senso “classici” i prodotti della società di massa.

Per approfondire:
https://www.milanotoday.it/eventi/mostra-roy-lichtenstein.html

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roy_Lichtenstein

https://www.google.com/amp/s/www.travelonart.com/arte-contemporanea/roy-lichtenstein-opere-spiegate-6-punti/amp/

REMBRANDT

Per la prima volta possiamo ammirare Rembrandt in Vaticano.
L’evento è chiaramente storico.
Storico sicuramente perché ospitare il grande artista protestante rientra nel piano ‘ecumenico’ di Papa Francesco.
Ma di certo non soltanto per questo.
La mostra permette di capire a fondo la capacità prodigiosa di analisi della realtà di Rembrandt.
Secondo Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani:
“Nessun pittore della realtà è stato grande come Rembrandt van Rijn ed è soprattutto grande nelle sue incisioni. Uno deve andare lì, guardarle con la lente di ingrandimento e capisce la prodigiosa tecnica di Rembrandt e la sua capacità di rappresentare tutto il mondo visibile, anche nei suoi dettagli apparentemente infinitesimali”.
Ai Musei Vaticani fino al 28 febbraio.

REGGIO EMILIA: LIBERTY IN ITALIA. ARTISTI ALLA RICERCA DEL MODERNO

Che cosa vuol dire veramente stile ‘liberty’?
Non è facile rispondere.
Il liberty ha influenzato tutte le arti, comprese quelle definite di solito ‘minori’.
L’aspetto forse più moderno di questo stile, che si è sviluppato soprattutto nel primo ventennio del Novecento, è infatti stato proprio l’introduzione dei valori estetici nella vita quotidiana.
Liberty è pittura, scultura, architettura, ma anche ‘arti applicate’, oggettistica di ogni genere, cartelloni pubblicitari, fumetti.
Tanta varietà per un unico, nobilissimo scopo: il piacere estetico.
Un diritto insopprimibile dell’uomo.
Reggio Emilia-Palazzo Magnani, fino al 14 febbraio 2017.
 http://www.palazzomagnani.it/2016/07/liberty-in-italia/

 

POMPEI: POMPEI E I GRECI

Fino al 27 novembre 2017 nella Palestra Grande degli Scavi di Pompei potremo visitare un’interessante mostra dedicata ai rapporti tra Pompei ed il mondo greco.
Sono visibili più di 600 reperti archeologici di varia natura e provenienza.
Il rapporto con l’attualità è esplicito. Mentre arrivano masse di migranti sui barconi, mentre si sospettano anche strani rapporti tra qualche ‘ong’ e gli scafisti, si vuole mettere in evidenza il carattere multietnico della civiltà mediterranea sin dall’epoca antica. Come a dire: noi mediterranei siamo intrinsecamente multietnici…..anche se comunque i conflitti erano frequenti….e quindi anche le barriere non mancavano….
La legge vichiana dei corsi e ricorsi storici è sempre valida.
Prima dell’affermazione di Roma, Greci, Cartaginesi ed Etruschi si contendevano il dominio sui mari. Le scoperte archeologiche hanno svelato e continuano a svelare una sorprendentemente fitta rete di rapporti commerciali e culturali.
La storia di Pompei è in questo senso esemplare. Fondata dagli Osci, la città fu via via dominata da Greci, Etruschi e Sanniti prima di entrare definitivamente nell’orbita di Roma.  Tutto questo fa capire quanto sia importante Pompei per capire il senso e la portata di ciò che chiamiamo ‘civiltà mediterranea’. Non una civiltà unitaria, però, ma tante macro- e microciviltà in una storia millenaria di incontri e di scontri.

Pinturicchio

Bernardino di Betto (1452-1513), detto Pinturicchio per la sua piccola corporatura, oggi viene da molti considerato come un grande maestro della cosiddetta ‘scuola umbra’ insieme a Pietro Perugino.
Ma i giudizi critici sulla sua opera, nel corso dei secoli, sono stati altalenanti, a partire dalla valutazione negativa del Vasari. Molti critici, oggi, lo considerano un grande ‘decoratore’, più che un grande pittore.
Sulla corretta interpretazione del suo valore come artista ha influito negativamente il fatto di essere vissuto in un’epoca straordinariamente ricca di pittori di enorme ed universale fama, tra cui Raffaello.
Dobbiamo dire, comunque, che il giudizio negativo del Vasari non è privo di fondamento: Pinturicchio si trovò a lavorare spesso con grande fretta a causa delle numerosissime commissioni e questo produsse opere in alcuni casi non perfettamente elaborate.
Quest’attività frenetica, per committenti a volte di grande importanza, dimostra che in vita riscosse un notevole successo, per alcuni critici superiore ai suoi reali meriti.
Tra le sue opere romane, ricordiamo l’Appartamento Borgia in Vaticano e la Cappella Bufalini dell’Aracoeli.
Ai Musei Capitolini fino al 25 marzo.

 

NAPOLI: VERMEER, LA DONNA CON IL LIUTO

Il Museo di Capodimonte, uno dei più importanti d’Italia in assoluto, ospita una meravigliosa opera dell’olandese Vermeer: “La suonatrice di liuto”, proveniente dal Metropolitan Museum di New York.
Al capolavoro di Vermeer sono affiancate opere di artisti certamente meno conosciuti, ma importanti per comprendere i legami tra la scuola olandese e quella napoletana nel ‘600.
Il quadro è molto misterioso ed affascinante. La donna, forse la moglie del pittore, tiene in mano il liuto, ma mentre lo sta accordando si volta verso la finestra. Aspetta qualcuno? Non lo sapremo mai.
Lo studio della luce che proviene dalla finestra, lo sguardo enigmatico della donna, la carta geografica appesa al muro riprodotta nei minimi dettagli ed altri elementi mostrano il valore enorme della pittura di Vermeer.
Jan Vermeer (1632-1675) è considerato uno dei grandi maestri della pittura olandese del XVII secolo, l’epoca d’oro dei Paesi Bassi. La sua tecnica straordinaria, ancora in buona parte misteriosa e dibattuta come la sua biografia, si caratterizza soprattutto per la resa eccezionale dei colori e della luce.
Al Museo di Capodimonte fino al 9 febbraio.

 

PALERMO: SANTI E SANTINI. 500 ANNI DI CULTURA, ARTE E DEVOZIONE

Per coloro che sono interessati alla storia delle immagini sacre un’occasione da non perdere. ‘Immaginette’, ‘santini’, ‘santuzze’ dal 1400 al 2010. Dal 18 marzo al 18 aprile presso la Chiesa Madre di Terrasini.

“Santi e santini. 500 anni di Cultura, Arte e Devozione”, la mostra a Terrasini, dal 18 marzo al 18 aprile 2017

“L’intento della iniziativa – che si rivolge agli appassionati, collezionisti, studiosi di iconofilia, singoli cittadini e associazioni, di santini o immaginette devozionali –, pur nella modestia delle modalità attuative scelte, è quello di contribuire a riscoprire la religiosità della nostra gente, a soffermare l’attenzione sul rapporto tra l’iconografia sacra nelle varie sfaccettature e la religiosità popolare di cui la stessa produzione iconografica è espressione, e sulla storia della Chiesa, anche quella locale (i santini scandiscono tale storia): un percorso di devozione che accompagna organizzatori, espositori e visitatori, in pratica quanti sono in vari modi coinvolti, nel periodo quaresimale teso ad accrescere la partecipazione alla Pasqua e alla vigilia della celebrazione del 750° anniversario della Dedicazione della Basilica-Cattedrale di Monreale (25 aprile 1267-2017).” http://www.palermotoday.it/eventi/santi-santini-mostra-terrasini-.html

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Santino

 

PADOVA: “L’IMPRESSIONISMO DI ZANDOMENEGHI”

Padova si conferma città culturalmente di livello altissimo anche nel campo delle mostre. Fate i confronti….
Cento opere di Federico Zandomenighi (1841-1917), artista la cui evoluzione ha percorso le tappe principali della pittura della seconda metà del XIX secolo, dal naturalismo all’impressionismo, sono esposte a Palazzo Zabarella fino al 29 gennaio.
Zandomenighi visse a lungo a Parigi, mantenendo strettissimi contatti con i grandi maestri dell’impressionismo e del postimpressionismo.
Il suo soggetto preferito era la donna, al punto che sotto certi aspetti con la  sua opera ha favorito la nascita del movimento per l’emancipazione femminile.
Era interessato soprattutto al binomio tra arte e moda e questo spiega perché Zandomenighi è così importante per capire la società francese della Belle Époque.

HELMUT NEWTON

Formatosi precocemente come fotografo nella Germania nazista e costretto ad emigrare nel 1938 essendo ebreo, Helmut Newton (1920-2004) condusse un’esistenza piuttosto avventurosa.
Negli anni ’50 cominciò a riscuotere  successo come fotografo di moda e si specializzò nel nudo femminile.
I giudizi su di lui sono stati, ovviamente, molto controversi. Fu considerato persino razzista ed anche un puro pornomane privo di vero talento. Ma non sono giudizi obiettivi. La sua opera rimane comunque, a prescindere dalle opinioni, una pietra miliare nella storia della fotografia.
I suoi ‘ritratti’ femminili, soprattutto dalla fine degli anni ’60, suscitarono scandalo per gli atteggiamenti provocatori delle modelle e per gli espliciti richiami al sadomasochismo.
Certamente la sua creatività deve essere collocata e compresa nel contesto della cosiddetta ‘rivoluzione sessuale’, ma conserva un indubbio significato estetico e socioculturale anche oggi.
Le sue opere ebbero successo, infatti, non soltanto perché erano e -almeno in parte- sono tuttora provocatorie e cariche di erotismo.
A  lui è stato riconosciuto universalmente il valore di grande sperimentatore della tecnica fotografica. Nel nudo femminile fu e rimane un grande maestro.
“WHITE WOMEN/SLEEPLESS NIGHTS/BIG NUDES”
Al Palazzo Ducale di Genova fino al 22 gennaio. 

MOSCA: RAFFAELLO. LA POESIA DEL VOLTO

La fama di Raffaello ha superato tutti i confini.
Il che è comprensibile, visto che si tratta di uno dei più grandi ed assoluti geni dell’arte di tutti i tempi. Frequenti sono stati i riferimenti al sommo artista urbinate anche nella cultura russa.
RAFFAELLO-LA POESIA DEL VOLTO è una di quelle mostre che, se non altro per il problema dello spostamento delle opere e del conseguente strascico di polemiche, ha tutto ciò che serve per acquisire un carattere ‘storico’.
Raffaello è stato un maestro anche nella ritrattistica, che proprio nel Rinascimento aveva avuto un grandioso sviluppo dopo il lungo intervallo medioevale.
Il Sanzio si dedicò al ritratto sin dagli anni giovanili. I suoi ritratti mostrano realismo, capacità straordinaria di penetrazione psicologica, spazialità magistrale. Per questo le persone da lui ritratte sono, a distanza di secoli, ancora vive e capaci di dialogare in modo intenso e profondo con l’osservatore.
Alla fin fine….solo sublime ed immortale poesia!
Museo Puškin di Mosca, fino al prossimo 11 dicembre.
https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Pu%C5%A1kin_delle_belle_arti