S. AGATA DEI GOTI

S. GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

GROTTA DELLA MADONNA ALLE TRE FONTANE

S. MARIA DELLA CONCEZIONE DEI CAPPUCCINI

S. GIOVANNI IN LATERANO

S. CRISOGONO

RIONE TRASTEVERE-PIAZZA SONNINO

La chiesa attuale dedicata a S. Crisogono, Martire degli inizi del IV secolo, è stata costruita nel 1123 al di sopra di una chiesa più antica risalente al V secolo, ancora oggi visitabile su richiesta. Nel 1626 G. B. Soria, su commissione del cardinale Scipione Borghese, realizzò la nuova facciata nell’ambito di un importante intervento di ristrutturazione.

Da vedere gli affreschi altomedioevali nel sotterraneo (purtroppo molto deteriorati e bisognosi di urgenti cure) e il mosaico absidale che raffigura una Madonna col Bambino tra i SS. Crisogono e Giacomo della scuola del Cavallini.

Bibliografia:

Roberto Luciani, Silvia Settecasi, San Crisogono, Fratelli Palombi Editori (disponibile in chiesa su richiesta). Si può trovare anche un dépliant dedicato in modo specifico alla chiesa sotterranea.

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S. CRISOGONO http://massolopedia.it/chiese-di-roma-2/

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ALL SAINTS’ CHURCH

LA BASILICA DI S. PIETRO: UN GRAVE ERRORE ARCHITETTONICO

La Cupola di S. Pietro è uno dei più straordinari monumenti non certo soltanto di Roma, ma di tutto il mondo. Con i Musei Vaticani e il Colosseo costituisce una meta fondamentale di decine di milioni di turisti che arrivano a Roma ogni anno. Ma la visione di quest’opera grandiosa e mirabile, progettata dal genio di Michelangelo Buonarroti, è stata, forse irrimediabilmente, danneggiata da un errore architettonico veramente notevole.

Procediamo con ordine. Se io guardo la basilica di S. Pietro più o meno dall’inizio della lunghissima Via della Conciliazione, l’effetto scenografico è ottimo, nel senso che la facciata e la Cupola formano un insieme armonioso e monumentale.

Foto di Pietro Massolo

Ma la situazione cambia radicalmente se ci avviciniamo alla Basilica perchè pian piano la Cupola scompare. Ciò è dovuto a due fattori:

1) la Basilica, concepita in origine a croce greca in modo tale da mettere in risalto proprio la Cupola, molto prima della sua realizzazione, subisce una trasformazione che consiste essenzialmente nell’allungamento di uno dei bracci, che diventa quasi una normale navata centrale di una chiesa longitudinale, secondo i dettami della Controriforma; in tal modo la facciata si allontana dalla Cupola, la quale quindi risulta assai meno visibile;

2) a questo si aggiunge l’enorme facciata di Carlo Maderno (un architetto di grandissimo valore, intendiamoci), che sicuramente non è molto bella, se paragonata ad altre facciate stupende di chiese romane, ma soprattutto è stata da molti ritenuta troppo alta.

L’altezza della facciata, il prolungamento del braccio principale della croce greca e le statue poste sull’attico producono la conseguenza di occultare la Cupola di Michelangelo già da Piazza S. Pietro. Una cosa assurda, totalmente assurda, non solo dal punto di vista estetico, ma anche da quello devozionale. Infatti la Cupola s’innalza esattamente sulla Tomba dell’Apostolo e dovrebbe mostrare il legame tra il Cielo e il Sepolcro di Pietro, primo Vescovo di Roma. Nella foto sotto la cosa risulta evidente:

Immagine tratta da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Pietro_in_Vaticano#La_facciata

Non sono di certo il solo a pensarla così. La facciata “fu subito criticata per lo stile sovraccarico e per il fatto che l’attico impediva la vista di una parte della cupola maggiore. Secondo lo specialista James Lees-Milne, «anche il critico più imparziale è concorde sul fatto che [la facciata] è stata un errore e alcuni arrivano a ritenerla un disastro». https://www.storicang.it/a/basilica-di-san-pietro_14652/4

“When we consider the actual façade we find it difficult not to be censorious of both Maderno, who was responsible for its design, and the Fabbrica which chose it. Even the most impartial critics are agreed that it is a mistake. Some are of the opinion that it is a disaster….. A dispassionate view reveals at once that the façade is too congested, too over-weighted and too broad.”

SAINT PETER’S
by James Lees-Milne, ©1967

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjOzef079DpAhUxxosKHep0BFAQFjAAegQIBBAB&url=http%3A%2F%2Fstpetersbasilica.info%2FDocs%2FJLM%2FSaintPeters-1.htm&usg=AOvVaw2JaQtF9t3kpvVAc4pdctah

Un confronto impietoso con la facciata di S. Agnese in Agone permette di capire ancora meglio questo discorso:

Foto di Pietro Massolo da:
http://massolopedia.it/santagnese-in-agone/

Nella foto sopra si vede bene che Borromini ha realizzato la facciata concava proprio per mettere in risalto la cupola. Si potrebbe quasi interpretare come un messaggio rivolto dal grande Maestro del barocco, inteso a far capire l’errore gravissimo fatto a S. Pietro, un vulnus inferto al grande Michelangelo.

Ma a parte la facciata, per la quale il Maderno era ormai molto vincolato dalle strutture già realizzate, risulta evidente che l’errore più grave è stato quello di prolungare la navata principale, anzi direi proprio di crearla come tale, che ha snaturato totalmente il progetto originario e tolto al “cuppolone” la sua centralità. Di questo la responsabilità principale deve essere attribuita non al Maderno, bensì al papa Paolo V Borghese (1605-1621), che antepose l’esigenza controriformistica della chiesa a croce latina (per il culto e soprattutto per la propaganda) alla necessità di mettere nel dovuto risalto la meravigliosa Cupola di Michelangelo.

BASILICA DEL SACRO CUORE IMMACOLATO DI MARIA

PIAZZA EUCLIDE
QUARTIERE PARIOLI

Questa basilica “minore” venne costruita a partire dal 1924 con i finanziamenti della comunità italiana canadese su progetto dall’Architetto Armando Brasini, al quale dobbiamo anche, fra le altre cose, Ponte Flaminio e l’ingresso monumentale del Giardino Zoologico. La chiesa nasce, quindi, poco dopo il riconoscimento ufficiale del Quartiere Parioli nel 1921 e sicuramente rientra in un preciso piano urbanistico e socio-religioso ad un tempo. Se ne parlava già al tempo di Benedetto XV (1914-1922), il primo grande patrocinatore della chiesa. Da notare che in quello stesso periodo un altro architetto visionario, Gino Coppedè, realizza il suo “quartiere” favolistico. Mi piace ricordare un altro manufatto neobarocco un po’ speciale di questo periodo: il Serbatoio dell’Acqua Marcia, realizzato da Raffaele De Vico nel 1925 nel Parco dei Daini di Villa Borghese. Insomma, in questi primi anni del “ventennio” si concretizza una Roma fuori dagli schemi, sicuramente non in linea con gli sviluppi dell’architettura razionalista, che anche in Italia comincia ad affermarsi soprattutto grazie agli architetti del “Gruppo 7” (1926).
Come prima pietra viene scelto un blocco di serpentino trovato nei pressi delle Catacombe di S. Valentino, ubicate alle pendici dei Monti Parioli, come simbolo di continuità cristiana sin dall’Antichità di quest’area settentrionale di Roma. Faccio notare che questa chiesa, se non proprio bella almeno interessante, allo stato attuale (23 aprile 2020) non viene nemmeno citata fra i “luoghi d’Interesse” del Quartiere nella corrispondente voce di Wikipedia. Una lacuna da colmare. Dopo molte traversie, la chiesa dedicata al Sacro Cuore Immacolato di Maria venne completata solo nel 1951 con la realizzazione del basso tamburo al posto della cupola prevista da Brasini. La causa principale di questo ritardo fu il costo eccessivo dei materiali, che costrinse il progettista a introdurre varianti rispetto al piano originario. Alla fine ciò che vediamo è solo una parte di quello che voleva realizzare Brasini. Per averne un’idea basti pensare che il progetto della cupola traeva ispirazione dal Pantheon!
Un altro motivo del ritardo fu l’inadeguatezza del terreno per un progetto tanto ambizioso, che all’inizio era stata trascurata. La facciata si presenta elaborata e grandiosa nello stesso tempo, con un curvo pronao monumentale, un grande timpano e ben 28 massicce colonne tuscaniche. Si notino le rientranze realizzate grazie a una fila discontinua di colonne nettamente sporgenti. Il tutto è un chiaro richiamo al monumentalismo barocco, peraltro realizzato solo in parte per i motivi di cui sopra. Per la Guida Rossa del Touring, che dedica pochissimo spazio a questa chiesa, si tratta di “retorica monumentale”. Terribile il giudizio di Claudio Rendina: “un gigantesco edificio fuori tempo, che pecca di uno sfacciato monumentalismo barocco” (Le Chiese di Roma, p. 88).
Il problema vero, credo, è quello di capire il senso generale della “poetica” brasiniana, visionaria ed eclettica, alla quale Paolo Portoghesi ha riconosciuto “la capacità di arrivare ad un risultato coerente e semplice partendo da una indisciplinata complessità”. Lo stesso Portoghesi ha ritenuto Brasini un architetto totalmente al di fuori dello spirito del Novecento.
Ma si tratta veramente di un’architettura fuori tempo, retorica, sfacciatamente monumentale?
Per quanto mi riguarda, l’impatto estetico non è stato affatto negativo. Anzi, devo dire che in fondo proprio il suo essere incompiuta e fuori tempo rende questa chiesa sorprendente e quindi affascinante.Anche l’interno è piuttosto elaborato e monumentale. La pianta è a croce greca, inserita in un cerchio posto ad un livello più basso.
Non posso non segnalare, nel battistero, 9 grandi tele ad olio dell’armeno Grigorij Ivanovič Šiltjan (1900-1985), meglio noto come Gregorio Sciltian, grande epigono del “realismo magico”. Particolarmente suggestiva è la rappresentazione molto realistica del Battesimo di Gesù. A proposito di questa scelta estetica, l’Autore scrisse:
“In questa opera ho voluto esprimere la sintesi della mia ideologia ed il mio credo estetico nella pittura della realtà, perché credo fermamente che l’arte realistica rappresenti l’unica strada che riconduca alla salvezza e alla sublimazione della pittura in questi tempi di oscurantismo e di disfacimento della grande tradizione” (dal sito della Parrocchia).

SITOGRAFIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_del_Sacro_Cuore_Immacolato_di_Maria
https://romanchurches.fandom.com
http://www.parrocchiacuoreimmacolatodimaria.it/
https://digilander.libero.it/la_corda/accesso/benvenuti.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Brasini
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/04/01/il-realismo-magico-di-gregorio-sciltianFirenze12.html?refresh_ce