GEOPOLITICA – I GRAVI RISCHI IMPLICITI NELLA POLITICA DI TRUMP

11 febbraio 2017
GEOPOLITICA – I GRAVI RISCHI IMPLICITI NELLA POLITICA DI TRUMP
Non ci sono dubbi: Donald Trump incontra forti opposizioni, sia all’interno che all’esterno.
Il che mi sembra naturale.
La decisione di impedire l’entrata negli USA di cittadini provenienti da ben 7 paesi islamici, giustificata dal pericolo terrorismo, rischia di produrre conseguenze gravi, profonde e durature.
Il mondo islamico nel suo insieme è attraversato da una crisi molto evidente, i cui esiti sono difficili da prevedere.
Il fondamentalismo antioccidentale ed anticristiano è estremamente diffuso.
In questa situazione, il neopresidente americano getta benzina sul fuoco.
Particolarmente pericoloso mi sembra il peggioramento dei rapporti con l’Iran. Dopo molti anni di contrapposizioni dure seguite alla rivoluzione khomeinista, si era negli ultimi tempi creata una tenue possibilità di fare fronte comune contro il sedicente stato islamico. Ora la tensione tra USA ed Iran sta ricominciando a salire. Questo favorirà la ripresa delle tendenze antioccidentali in un paese la cui posizione geopolitica è cruciale per tutta una serie di motivi, tra cui il grave problema del programma nucleare portato avanti ormai da diverso tempo dal governo iraniano.
L’Iran è infatti considerato da Israele, importante punto di riferimento per l’Occidente in Medio Oriente, come la minaccia più grave in assoluto.
La tensione USA-Iran rischia quindi di sconvolgere tutti i fragili equilibri medioorientali.

ELEZIONI IN FRANCIA – UN TERREMOTO POLITICO

24 aprile 2017
ELEZIONI IN FRANCIA – UN TERREMOTO POLITICO
Ciò che sta accadendo in Francia è davvero sensazionale, anche se si può spiegare abbastanza agevolmente.
Cerchiamo di analizzare i fatti.
La Sinistra è annientata.
La Destra nazionalista arriva al ballottaggio, anche se prevale di pochissimo il candidato di Centro Macron.
Il dato sorprendente è proprio l’affermazione di Marine Le Pen, che suscita il terrore della cultura ufficiale, anche perché la leader del Fronte Nazionale è dichiaratamente antieuropeista. Ed è noto che la cultura ufficiale è europeista, chi non è europeista non è politically correct……
A questo punto risulta evidente che, sul piano politico e morale, la Le Pen ha già vinto, indipendentemente dall’esito del ballottaggio. Ma perché ha ottenuto un tale risultato pur avendo tutti contro?
Molto semplice: la cultura ufficiale dominante, come accade spesso nella Storia, con gravi conseguenze, non riesce a capire che il cosiddetto ‘popolo’ la pensa diversamente su molte cose.
Per esempio, il cosiddetto ‘popolo’ può non essere d’accordo sullo strapotere del sistema delle banche europee che ha imposto una moneta unica priva di base politica effettiva.
Il cosiddetto ‘popolo’ comincia anche ad avere una grande e giustificata paura del terrorismo islamico, che certo viene favorito, a prescindere dalle ideologie di destra o di sinistra, dall’immigrazione sempre più massiccia in Europa.
Il cosiddetto ‘popolo’ comincia a temere che la presenza straniera in Francia sia troppo marcata e che questo possa, a lungo andare, minacciare quelli che sono i valori comuni della comunità, fra cui l’identità nazionale.
E poi siamo proprio sicuri che l’immigrazione comporti soltanto vantaggi per l’economia?
Forse qualche piccolo dubbio è legittimo….
Sono preoccupazioni sbagliate basate su pure paranoie?
Non credo.
Dobbiamo avere paura della bella e terribile Le Pen?
Beh, se avrà contro tutti gli altri schieramenti che appoggeranno Macron non credo che potrà vincere, però è chiaro che per l’Unione Europea, soprattutto dopo la Brexit, sono tempi duri…..

DOPO IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA…RIFLESSIONI  DI FINE ANNO

1 gennaio 2017
Che cosa ha detto veramente il nostro Presidente?
Lo avete capito?
Secondo me, il succo politico è chiaro: il Paese ha bisogno di un governo e di una nuova legge elettorale coerente.
24 anni dopo la cosiddetta fine della cosiddetta Prima Repubblica, ancora discutono di legge elettorale.
Boh! Misteri italiani.
Quindi niente elezioni.
In pratica, la stasi totale. Questa è l’essenza politica profonda del messaggio di Mattarella.
Gentiloni lo ha più volte già detto che il suo non è un governo ‘a termine’ e che intende portare avanti l’opera intrapresa da Renzi.
Ma Renzi non ha perso il referendum?
Questo non significa niente?
Siamo di fronte ad un patto chiaro e ferreo tra Mattarella e Gentiloni.
Facciamo un replay tipo domenica sportiva.
Si fa un referendum costituzionale, che però diventa subito un referendum politico per volontà del premier stesso. Il referendum, che ormai non ha più nulla di costituzionale, boccia senza appello l’operato del governo Renzi.
Renzi sparisce. Non sappiamo se e quando tornerà sul palcoscenico della politica.
Ma….a parte Renzi….tutto dicasi tutto rimane uguale.
A me la cosa sembra francamente un tantino strana…o come diceva Daniele Luttazzi…da tempo sparito..non certo per caso..un attimino strana…..
Sublime arte di governo: al popolo viene dato in pasto un capro espiatorio su cui la solita rabbia popolare si possa scatenare, il che puntualmente avviene, per fare in modo che tutto vada avanti come prima…..chiaro no?
Chapeau!

ELEZIONI POLITICHE  MARZO 2018 – ANALISI DEL SIGNIFICATO DEL VOTO 

L’interpretazione generale del significato del voto è a mio parere abbastanza agevole.
Prima di tutto, c’è da notare che l’estrema destra (CASAPOUND e FORZA NUOVA) non è entrata in Parlamento. Quindi la cosiddetta “onda nera”, contro la quale si era scatenata la gazzarra dei centri sociali, si è rivelata un flop.
Lo stesso dicasi per le liste dichiaratamente comuniste: non avranno seggi.
Sostanzialmente, il popolo italiano ha votato contro l’immigrazionismo ideologico sostenuto dalla cultura di sinistra radical-chic  (le boldriniane “risorse”…), che aveva portato di fatto a un enorme aumento dell’immigrazione clandestina, attuata addirittura con il supporto delle forze armate (grazie soprattutto allo scellerato accordo chiamato “Triton” con l’Unione (Bancaria) Europea).
Il popolo italiano ha votato anche, in modo chiaro e netto, contro l’integrazione (forzata) nel sistema europeo, che ha limitato enormemente la sovranità economica del nostro paese con gravi danni sociali.
Gli italiani, precisiamolo, hanno votato contro l’immigrazione selvaggia, attuata dalle organizzazioni criminali dei trafficanti di esseri umani con l’evidente e dimostrato supporto delle ong.
Hanno votato contro le micidiali politiche di “rigore” imposte dalla Germania, che hanno strangolato la Grecia e impedito l’attuazione di una politica economica e soprattutto monetaria autonoma. Le imposizioni delle banche tedesche hanno causato, tra l’altro,  il mantenimento di una mostruosa pressione fiscale e della disumana “legge Fornero”, il fenomeno degli esodati e il meccanismo perverso del licenziamento al posto della svalutazione.
Il popolo italiano ha, finalmente, ridimensionato in modo netto la forza politica di Berlusconi, dimostrando di averne abbastanza di attacchi ai giudici, di bunga bunga, di figuracce internazionali, di spread ai massimi storici e di leggi “ad personam”.
Ha votato anche, in modo chiaro, contro la corruzione, i privilegi di casta, le rendite di posizione, le mafie e le mafiette.
Ha votato contro le ideologie.
Questi sono i fatti.
Le interpretazioni ideologiche le lascio ad altri.

BASTA CON LE LITURGIE FUNEBRI NEI TELEGIORNALI!

Da qualche tempo ho notato l’aggravamento di un fenomeno non solo molto fastidioso, ma anche, direi, inquietante.
Ormai circa un terzo dei telegiornali, mediamente, è dedicato alle liturgie funebri.
Che si tratti di vittime del terrorismo o di un ennesimo terremoto, la solerzia ‘giornalistica’ non cambia e non si ferma.
I ‘servizi’ (funebri, direi!) mandati in onda sono quasi sempre gli stessi.
Il copione si ripete: rievocazione-esaltazione delle vittime (tipica la frase di qualche conoscente pescato per caso: ‘io lo/la conoscevo, era una bravissima persona’), interviste ai familiari (meglio se in lacrime per aumentare l’audience), la scena dell’arrivo del feretro in aereo o in elicottero, riprese strazianti in chiesa durante il funerale, uscita dalla chiesa con gli applausi…….

La mia domanda è: ma che cosa c’entra tutto questo con il giornalismo?!
Dove stanno le ‘notizie’?!
Dove sta l’informazione!?
Spesso il ‘giornalista’ (diciamo così…) arriva al punto di chiedere al familiare della vittima: ‘come si sente?’
Orrendo. Disumano. Raccapricciante.
Siamo ormai alla pornografia del lutto!
Basta!!!!!!!!!!!!!!!!

Attacco terroristico Londra

LONDRA: ENNESIMO ATTACCO TERRORISTICO

L’attacco terroristico di Londra dimostra fondamentalmente due cose, chiarissime ed evidenti al di là di ogni dubbio:

1) nel mondo islamico si è largamente diffuso un odio feroce nei confronti dell’Occidente, infedele e laico, anche se questo non significa che ogni musulmano sia un terrorista;

2) non è assolutamente possibile prevenire azioni terroristiche isolate di questo tipo.

Per poter cercare almeno di capire, se non di fronteggiare efficacemente, questo tragico fenomeno, dobbiamo analizzarlo senza preconcetti e filtri ideologici.

L’idea che dietro il terrorismo ci siano motivazioni essenzialmente economiche, basata su un’estensione meccanica e dogmatica dei principi del ‘materialismo storico’ marxista, è totalmente sbagliata.

Nella ‘cultura’ fondamentalista, in cui prende forma e si sviluppa il terrorismo islamico, la religione è il centro assoluto della vita e del pensiero. Per molto tempo la cultura di sinistra ha sostenuto una specie di parallelismo tra la lotta del popolo palestinese, povero ed oppresso, contro Israele, ricco e sostenuto dall’America, e la lotta contro il capitalismo imperialista.

Ma questo parallelismo oggi rivela in pieno e tragicamente la sua inadeguatezza perché trascura proprio l’aspetto fondamentalmente religioso del fenomeno.

Il concetto marxista di ‘lotta di classe’ non ha, a mio avviso, niente a che fare con la società tradizionale islamica, nella quale l’unica vera e reale ‘dialettica’ storica consiste nella secolare dicotomia musulmano-infedele, oppure sunnita-sciita.

Leggiamo a questo proposito cosa scrive il Prof. Giovanni De Sio Cesari:

Le rivendicazione economiche  sono assolutamente secondarie.  La nostra mentalità che vede lo Stato soprattutto come regolatore della distribuzione della ricchezza non ci fa comprendere che per un fondamentalista islamico la funzione dello Stato è etica, che esso è innanzitutto  difensore e depositario della fede. (http://www.giovannidesio.it/terrorismo%20isl/terrorismo%20islamico/terrosismo%20islamico.htm#TERRORISMO FONDAMENTALISTA)

Secondo il Prof. De Sio Cesari la radice storica fondamentale del terrorismo islamico sta nell’amara constatazione dell’inferiorità del mondo islamico di fronte all’Occidente che dura da circa duecento anni:

Il radicalismo islamico nasce soprattutto dalla constatazione dolorosa della condizione di debolezza, di penosa inferiorità in cui il “dar al islam” (il regno dell’islam) si trova rispetto al mondo europeo cristiano….

Da ormai due secoli l’islam è umiliato profondamente e tale umiliazione si è acuita negli ultimi anni. Gli arabi non sono riusciti a eliminare o almeno a contenere un piccolo stato come Israele contro il quale hanno perso quattro guerre.  L’Iraq ha minacciato “la madre di tutte le battaglie” nel 92  e poi nel 2003 “una resistenza insuperabile” ma  gli Americani hanno vinto in entrambi i casi con estrema facilità, quasi senza perdite.  In Afganistan è bastato praticamente  aiutare una delle fazioni in lotta ( Tagiki e Usbeki del nord) e le forze Talebane che avrebbero dovuto combattere fino all’ultimo uomo si sono dileguate. Si può essere contrari a Saddam e al Mullah Omar  ma un mussulmano non può non sentirsi umiliato da tutti questi fatti….

(http://www.giovannidesio.it/terrorismo%20isl/terrorismo%20islamico/terrosismo%20islamico.htm#LE RADICI STORICHE)

In sostanza, secondo l’Autore di questa, a mio parere, pregevole analisi, in gran parte del mondo islamico si è diffusa l’idea che l’incapacità dell’Islam di fronteggiare l’Occidente ‘è dovuta all’abbandono della tradizione coranica’ (id.). Ecco perché gli integralisti non odiano soltanto gli occidentali, ma anche i regimi islamici che non attuano pienamente la legge coranica.

Alla base di tutto, comunque, secondo me sta proprio il rapporto strettissimo che sussiste, nel mondo islamico, fra identità di gruppo ed identità religiosa, che nel mondo occidentale ha cominciato ad indebolirsi già a partire dal Rinascimento.

Se a questo aggiungiamo che uno dei doveri di fondo del musulmano, secondo il Corano, consiste nell’affermazione universale dell’Islam, anche con la ‘guerra santa’, il quadro è completo.

ATTENTATO A SAN PIETROBURGO

3 aprile 2017
ATTENTATO A SAN PIETROBURGO
 In questo momento, la matrice islamica fondamentalista pare molto chiara per una serie di elementi, anche se le autorità russe e lo stesso Putin non assumono ancora una posizione chiara.
Sappiamo che dal tempo della guerra in Cecenia contro i separatisti islamici la Russia è nel mirino del fondamentalismo.
Ora la situazione si è aggravata a causa dell’intervento diretto in Siria deciso da Putin.
La scelta del luogo e del momento è a dir poco perfetta: Putin si trovava a San Pietroburgo per l’incontro con il presidente bielorusso Lukashenko.
I network jihadisti vicini all’Isis ovviamente sono in tripudio.
Ma qual è il vero obiettivo politico degli attentatori?
Pensare di modificare la politica estera russa è assurdo. La linea dura di Putin andrà avanti e sicuramente si rafforzerà ulteriormente.
Allora?
Il movente più logico è di tipo autoreferenziale, diciamo così. I terroristi vogliono dimostrare al mondo, e soprattutto al mondo islamico, che sono forti e possono colpire in qualsiasi momento. Lo scopo di questa dimostrazione di forza e di feroce determinazione è di tipo propagandistico. Vogliono promuovere la ‘guerra santa’ e favorire nuove adesioni all’esercito jihadista.
Stiamo attenti!

25 APRILE E QUESTIONE PALESTINESE: UN VERO GUAZZABUGLIO

25 aprile 2017
25 APRILE E QUESTIONE PALESTINESE: UN VERO GUAZZABUGLIO
Anche quest’anno, puntualmente, scattano le polemiche. Polemiche dure.
Cerchiamo di capire.
In sintesi: la Brigata Ebraica non partecipa al corteo organizzato dall’ANPI a Roma per la presenza di organizzazioni filopalestinesi.
Chi ha ragione?
Non intendo prendere posizione, ma cerco come sempre di capire.
Gli Ebrei di Roma hanno, come si sa, subito gravi conseguenze a causa dell’occupazione nazifascista. 1023 Ebrei furono deportati ad Auschwitz e solo in 16 tornarono. Quindi ci sono precise e valide ragioni storiche che giustificano la sacrosanta presenza degli Ebrei nelle manifestazioni per il 25 aprile (ovviamente non solo a Roma).
E i filopalestinesi?
Qui la faccenda è un tantino più complicata.
Sappiamo che una grande parte della Sinistra è stata sempre e rimane filopalestinese, perché tende a vedere nello Stato d’Israele, che ancora occupa un bel pezzo del territorio che dovrebbe appartenere allo Stato Libero di Palestina, come una propaggine dell’imperialismo capitalista americano. Quindi da questo punto di vista la festa del 25 aprile non riguarda solo la Storia d’Italia, ma viene intesa come un simbolo della lotta di tutti i popoli per la libertà, compreso il popolo palestinese che  da decenni è in lotta contro Israele.
Però…
Molti Ebrei non dimenticano che negli anni ’30 e ’40 il capo religioso palestinese di allora (il Gran Mufti di Gerusalemme) era manifestamente filonazista e ‘amico di Hitler’ ed appoggiò il reclutamento di musulmani nei