LE PANZANE POLITICO-IDEOLOGICHE SULLA SACRA FAMIGLIA

Tondo Doni

immagine tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Tondo_Doni

Tondo Doni 2015.png
AutoreMichelangelo
Data15031504 circa
TecnicaTempera grassa su tavola
Dimensioni120×120 cm
UbicazioneUffizi, Firenze

Da qualche tempo, per evidenti ragioni politico-ideologiche, circolano  evidenti panzane sulla Sacra Famiglia.
In primis, risulta chiaro che Giuseppe e Maria erano ebrei e non “palestinesi”. Ebrei osservanti a tutti gli effetti. L’uso del termine “palestinese” mi pare anacronistico, ambiguo e direi fuorviante, visto che, tra l’altro, solo nell’anno 135, cioè sotto Adriano, la regione prese il nome di Syria Palaestina (anche se il nome “Palestina, precisiamo, è molto più antico). La vita di Gesù si colloca sul piano storico-geografico nella provincia romana di Syria, di cui la Giudea e la Galilea erano parti distinte dal punto di vista politico-amministrativo. In ogni caso, a parte la questione della denominazione, la regione era conosciuta da secoli come terra degli ebrei e di certo non degli arabi (1). Venne conquistata dagli arabi solo nel VII secolo dopo Cristo.
Nel momento in cui nasce Gesù a Betlemme, nell’allora “Regno dei Giudei”, governato dal re Erode il Grande sotto il protettorato romano, Giuseppe e Maria non sono né profughi, né migranti: si trovano lì solo per il censimento.
È anche vero che, a causa della Strage degli Innocenti ordinata da Erode il Grande, la Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto. In questo senso, e solo in questo senso, a prescindere dalla questione relativa alla storicità della strage, si può dire che Giuseppe, Maria e Gesù sono stati effettivamente “profughi” per via di una persecuzione. Ma “profughi”, appunto, mai “migranti”.

  1. http://cojs.org/when_palestine_meant_israel-_david_jacobson-_bar_27-03-_may-jun_2001/

TERRORISMO O GUERRA DI RELIGIONE?

La questione del terrorismo islamico, ma forse sarebbe meglio scrivere ‘islamico’, visto che ovviamente musulmano non vuol dire terrorista, è molto complessa e non deve essere affrontata in modo semplicistico. Sono necessarie molte precisazioni e distinzioni. Cominciamo osservando che per molto tempo il terrorismo ‘islamico’ è stato strettamente legato alla questione palestinese. Oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Oggi la parola stessa ‘terrorismo’ non è sufficiente per descrivere un fenomeno molto più globale che ha assunto in modo netto ed inequivocabile il carattere di una vera e propria GUERRA DI RELIGIONE CONTRO I CRISTIANI IN QUANTO TALI. Negare questo fatto significa negare l’evidenza assoluta dei fatti che accadono in tutto il mondo. Negare l’evidenza è sempre molto grave e può anche essere pericoloso. Il cosiddetto ‘Califfato’ o ‘Stato Islamico’ rappresenta solo la classica punta dell’iceberg di un fenomeno molto diffuso soprattutto in Africa ed in Asia, cioè nelle aree in cui prevale la componente musulmana. La GUERRA SANTA CONTRO I CRISTIANI IN QUANTO TALI si manifesta in vari modi. Eccidi di massa, rapimenti, stupri, bombe nelle chiese, attentati di ogni genere. Essere cristiani in certe aree del mondo è diventato estremamente pericoloso. Ma per avere un quadro chiaro e completo dobbiamo anche dire che la GUERRA SANTA non tocca solo i cristiani. In questo stesso momento è in atto una GUERRA SANTA tra musulmani sciiti e musulmani sunniti. Una specie di resa dei conti attesa da secoli tra le due parti  in perenne lotta sin dalle origini dell’Islam.

(prima parte)

TERRORISMO ISLAMICO FONDAMENTALISTA: LA STRAGE DIMENTICATA DEI GIORNALISTI IN ALGERIA

26 marzo 2017
TERRORISMO ISLAMICO FONDAMENTALISTA: LA STRAGE DIMENTICATA DEI GIORNALISTI IN ALGERIA
Vorrei fare un passo indietro nel tempo e ricordare alcuni fatti storici di enorme rilevanza, praticamente dimenticati dai mass media.
Si sa che i mass media fagocitano ed espellono notizie in continuazione. Sopravvivono così. Hanno poca memoria.
Desidero analizzare una serie di fatti. Lo farò un poco alla volta.
Innanzitutto, è bene ricordare che il feroce e clamoroso attentato alla redazione di Charlie Hebdo è stato soltanto l’ennesimo episodio della guerra combattuta dal fondamentalismo islamico contro la libertà di stampa e di espressione, in modo particolare in Algeria:
Questa vera e propria strage di giornalisti, colpevoli di voler ‘pensare con la propria testa’ (ibid.), dimostra che il fondamentalismo islamico odia a morte la libertà di pensiero e di espressione. Nello stesso tempo, però, fa capire che -grazie al cielo!- non tutto il mondo islamico è integralista.
Il fanatismo religioso, che ha insanguinato per secoli la nostra vecchia Europa, finché non è stato sostituito dal fanatismo nazionalista dopo la parentesi illuministica e liberale, non ha mai tollerato la libertà di pensiero.

SCONTRO DI CIVILTÀ ? OCCHIO AL WAHABISMO

Molti, sulla scorta delle tesi sostenute in anni recenti da Oriana Fallaci, parlano di un inevitabile scontro tra la Civiltà Cristiana Occidentale e la Civiltà Islamica.
Quest’idea dovrebbe essere sottoposta a una severa analisi critica. Il punto fondamentale è che NON ESISTE un fronte compatto islamico.
L’Islam si è diviso pochi decenni dopo la morte del Profeta e la divisione si è aggravata nel corso dei secoli. Oggi il mondo islamico è un vero labirinto di tendenze, dottrine, movimenti che si contrappongono e in moltissimi casi si fanno la guerra. Ognuno di questi movimenti sostiene di essere l’unico e vero Islam. Pertanto, possiamo dire che la tradizionale dicotomia Sunniti-Sciiti è soltanto la classica punta dell’iceberg.
Chiarito questo, passiamo ad analizzare un problema di cui si parla poco e che invece dovrebbe essere affrontato in modo molto serio, anche sul piano politico.
Tutti conoscono Osama Bin Laden, l’ispiratore dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, ma non molti sono al corrente di quella che è stata la sua formazione ideologica.
Sebbene nato nello Yemen, Bin Laden si trasferì presto con la sua numerosa famiglia in Arabia Saudita. In Arabia aderì al Wahabismo, un movimento islamista ultraconservatore di cui la monarchia saudita è l’espressione politica. Grazie anche a rapporti con la famiglia regnante, Bin Laden divenne miliardario. Il resto è storia recente e ben nota.
Cerchiamo ora di analizzare brevemente il cosiddetto Wahabismo. La cosa è importante perché la monarchia saudita (assoluta ed ereditaria), ufficialmente ‘alleata’ dell’Occidente, nasce proprio dal wahabismo e lo sostiene in tutto il mondo grazie ai petroldollari.
Quali sono le caratteristiche principali della dottrina wahabita, che secondo molti studiosi e osservatori è la matrice ideologica del terrorismo islamico fondamentalista?
Il Wahabismo nasce nel XVIII secolo in Arabia, allora in buona parte sottomessa all’Impero Ottomano. In quell’epoca l’Africa settentrionale, il Medio Oriente e persino un pezzo dell’Europa si trovavano sotto il dominio turco.
Questo dato di fatto è importantissimo e dovrebbe far riflettere coloro i quali continuano a sostenere che il terrorismo islamico fondamentalista è una pura, diretta e immediata conseguenza dell’imperialismo occidentale. La Storia è molto più complessa degli schemi ideologici.
La dottrina wahabita in breve: conservatorismo estremo, interpretazione letterale del Corano (leggasi Shari’a), annullamento dell’individuo in funzione della fede e della comunità dei credenti, rifiuto assoluto di tutto ciò che non appartiene alla pura ortodossia sunnitica (quindi anche Sciiti e ovviamente Cristiani, Ebrei e tutte le altre Religioni dell’Umanità).
Mi pare del tutto ovvio quanto una simile ideologia possa favorire la diffusione del terrorismo. Particolarmente significativa, in questo senso, mi sembra soprattutto la totale sottomissione dell’individuo alla Religione e ai valori comunitari condivisi. Questa è la base ideologica del tipico attentatore suicida.
La monarchia saudita si pone quindi da un lato come negatrice della modernità e di ogni possibile evoluzione liberale dell’Islam, dall’altro come principale alleato dell’Occidente. Si capisce bene quanto quest’atteggiamento sia in effetti profondamente e pericolosamente ambiguo. Da notare che l’Arabia Saudita sostiene, finanzia e diffonde, come ho già detto, il Wahabismo in tutto il mondo.
Guarda “Watching The Hawks exposes how ISIS’ ideology, Wahabbism, is the product of British imperialism whic” su YouTube:
https://youtu.be/p1JRh8zMHAo

TRUMP E NETANYAHU: LA STORIA FA UN PASSO INDIETRO?

16 febbraio 2017
 
TRUMP E NETANYAHU: LA STORIA FA UN PASSO INDIETRO?
Trump ha detto apertamente, durante l’incontro con il premier israeliano Netanyahu, che l’esistenza di due stati, uno palestinese e l’altro ebraico, non è più da considerare come necessaria.
Dopo anni di enormi fatiche, che avevano portato alla costituzione di uno stato palestinese vero e proprio, sia pure non ancora perfettamente ‘organizzato’, riconosciuto da moltissimi stati (non da Israele, ovviamente, che occupa ancora militarmente parte del suo territorio), arriva Trump che con sicumera da tipico tycoon dice al mondo che in pratica è tutto da rifare!
Su quali basi, oggi, si può mettere in discussione l’esistenza di due stati?
Parliamoci chiaro: dal punto di vista di Netanyahu, la trovata di Trump può significare, di fatto, un sostanziale appoggio alla linea politica della destra sionista israeliana, da sempre contraria all’esistenza di uno stato palestinese indipendente.
Sentiamo l’interessante analisi di Rampini:
Secondo Rampini, Trump pretende di gestire la politica internazionale come una questione d’affari.
Sono d’accordo ed aggiungo che secondo il mio modesto parere, la ‘faciloneria’ di Trump può portare a conseguenze terribili.
Lo scenario probabile è uno spostamento dei paesi arabi su posizioni radicalmente antioccidentali. E sicuramente questo favorirebbe il terrorismo internazionale e rafforzerebbe il sedicente ‘Stato Islamico’.
In più, renderebbe sempre più debole la componente liberale e democratica della società israeliana.
Bah!

SABATO ARRIVANO I BLACK BLOC A ROMA….SI SALVI CHI PUÒ!

A quanto pare, i cosiddetti BLACK BLOC stanno preparando il loro ennesimo raduno.
A  Roma.
Sabato quindi sarà una giornata difficile per i romani. Ci dobbiamo aspettare scontri con le forze dell’ordine, violenze, distruzioni fini a sé stesse….come sempre.
Chi pagherà i danni?
Noi tutti, direttamente o indirettamente.
La domanda è: ma perché dobbiamo tollerare tutto questo?
Che cosa abbiamo fatto di male?
I negozianti, in quanto categoria evidentemente odiata dai BLACK BLOC, meritano di essere ‘puniti’ con la distruzione di vetrine e saracinesche?
E le macchine parcheggiate lungo il ‘corteo’ che fine faranno? Ce lo possiamo immaginare. Appartengono tutte a sadici sfruttatori ‘capitalisti’?
Polizia e Carabinieri sono nelle condizioni di poter reagire con tempismo e determinazione per evitare le conseguenze dell’ondata di violenza che si abbatterà sulla Capitale?
Dobbiamo come sempre rimanere passivi ed aspettare che l’onda si ritiri, dopo devastazioni di ogni genere e danni ai monumenti?
Perché non cominciamo a REAGIRE?
Già, ma come?
Che cosa ne pensano la Neosindaca, il Questore ed il Prefetto?
Che tipo di piano d’emergenza stanno elaborando?
Non si può prevenire in modo adeguato, temo, perché ormai in Italia prevale, temo, nelle istituzioni un atteggiamento di fondo che, temo, definire ‘buonista’ e tollerante è dire poco. O mi sbaglio?
Beh….a questo punto….se le cose stanno così….non ci rimane che dire…..tristemente…si salvi chi può!!

PER CONOSCERE MEGLIO HAMAS

Per cercare di capire un po’ meglio che cosa sta avvenendo nella martoriata terra di Palestina, senza paraocchi ideologici, può essere utile leggere la voce “HAMAS” (scritta in inglese) di Wikipedia.
Si tratta di un articolo perfettamente documentato, con un enorme apparato di note (522) e un’imponente bibliografia.
È possibile rispondere, leggendolo attentamente, ad alcune domande estremamente importanti:
Da dove vengono i finanziamenti di Hamas?
È vero che provengono anche da organizzazioni criminali?
Arrivano finanziamenti anche dall’Italia?
Hamas predica l’antisemitismo?
È vero che nello Statuto di Hamas viene dato credito ai famigerati “Protocolli dei Savi di Sion”, un clamoroso falso storico creato agli inizi del Novecento (che ha contribuito non poco allo sterminio di circa sei milioni e mezzo di Ebrei)?
Hamas usa il terrorismo come arma politica, inclusi gli attacchi contro i civili?
È vero che da diversi anni Hamas attua una guerra contro Israele anche mediante missili e questi attacchi missilistici sono stati considerati crimini di guerra da organizzazioni internazionali che difendono i diritti umani?
È vero che Hamas usa “scudi umani” nella guerra contro Israele?
Sono frequenti i casi di uccisioni di nemici politici?
Hamas usa la tortura?
L’Unione Europea considera Hamas un’organizzazione terroristica?
È vero che Hamas addestra minori (sotto i 15 anni) per combattere contro Israele?
Nei territori controllati da Hamas esiste la libertà di stampa?
Amnesty International e Human Rights Watch si sono occupati anche di Hamas?
A queste e molte altre domande è possibile rispondere cliccando qui:
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Hamas

OBAMA, PUTIN, TRUMP: IL TRIANGOLO NO….

31 dicembre 2016
Obama espelle 35 diplomatici russi al termine del suo mandato.
La Gran Bretagna aveva fatto di più, ma era il 1971: c’era la guerra fredda e la Russia si chiamava Unione Sovietica.
Vediamo di capire il significato politico della mossa di Obama, decisa proprio mentre in Siria si tenta di attuare una difficile tregua con il supporto decisivo di Putin.
La posta in gioco è molto alta.
Obama vuole chiaramente indebolire sia la posizione di Trump all’interno, sia il rapporto privilegiato del neopresidente con Putin.
Ascoltiamo l’opinione di due autorevoli giornalisti: Garimberti e Rampini.

MORTE A BERLINO

20 dicembre 2016
L’attentato terroristico di ieri a Berlino mi spinge a fare alcune considerazioni di carattere generale, in attesa dei risultati precisi delle indagini.
In primis, noto che risulta umanamente impossibile prevenire attentati di questo genere.
Nessun sistema di sicurezza, nessuna organizzazione di ‘intelligence’, per quanto efficiente, può impedire ad un pazzo fanatico di sparare tra la folla o di lanciarsi con un camion contro la gente.
Queste stragi quindi possono avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo frequentato da gruppi di persone: teatri, cinema, stadi, mercati, chiese, piazze eccetera. Assolutamente impossibile evitarle.
Che cosa si può fare? Non lo so. Ma sono sicuro che l’unico risultato concreto sarà un continuo aumento dei controlli, della sorveglianza e di tante altre cose che limiteranno ulteriormente la privacy personale e intralceranno la libertà di movimento.
Secondo: l’idea, sostenuta dalle solite anime pie, che attraverso il dialogo si possa arrivare a qualcosa di buono è stata sempre smentita dai fatti ed anzi peggiorerebbe la situazione perché sarebbe interpretata come un segno di debolezza. Questi pazzi fanatici non vogliono il dialogo: vogliono la morte e basta. Il loro godimento è morire come martiri e dare la morte agli infedeli.
Terzo: un’altra idea sbagliata è quella di chi sostiene ad oltranza che la religione non c’entra. Tutto dipende dal petrolio e dall’imperialismo occidentale. La fede religiosa invece c’entra. Se nel Corano sta scritto che tra i doveri del credente c’è anche quello di sterminare gli infedeli allora vuol dire che la religione un pochettino c’entra.
Con questo non voglio dire che il musulmano sia terrorista per forza.
ASSOLUTAMENTE NO!
Ho avuto ed ho anche ora amici musulmani che rispetto e stimo come bravissime persone.
Voglio solo dire che la Religione Islamica può essere interpretata in senso integralista e portare al terrorismo. Tutto dipende da come la si intende.
Ma quale religione, nella Storia dell’Umanità, è stata di fatto votata alla pace?
In teoria, il Cristianesimo avrebbe dovuto favorire la pace, ma così non è stato e lo sappiamo bene.
Il Buddismo, lo sanno tutti, è basato su una dottrina della non-violenza. Di fatto, però, quando il Giappone ha invaso la Cina, le scuole buddiste nipponiche hanno appoggiato questa politica ferocemente imperialistica.
Il discorso potrebbe continuare, ma per ora mi fermo qua.

LONDRA: ENNESIMO ATTACCO TERRORISTICO

25 marzo 2017

LONDRA: ENNESIMO ATTACCO TERRORISTICO

L’attacco terroristico di Londra dimostra fondamentalmente due cose, chiarissime ed evidenti al di là di ogni dubbio:

1) nel mondo islamico si è largamente diffuso un odio feroce nei confronti dell’Occidente, infedele e laico, anche se questo non significa che ogni musulmano sia un terrorista;

2) non è assolutamente possibile prevenire azioni terroristiche isolate di questo tipo.

Per poter cercare almeno di capire, se non di fronteggiare efficacemente, questo tragico fenomeno, dobbiamo analizzarlo senza preconcetti e filtri ideologici.

L’idea che dietro il terrorismo ci siano motivazioni essenzialmente economiche, basata su un’estensione meccanica e dogmatica dei principi del ‘materialismo storico’ marxista, è totalmente sbagliata.

Nella ‘cultura’ fondamentalista, in cui prende forma e si sviluppa il terrorismo islamico, la religione è il centro assoluto della vita e del pensiero. Per molto tempo la cultura di sinistra ha sostenuto una specie di parallelismo tra la lotta del popolo palestinese, povero ed oppresso, contro Israele, ricco e sostenuto dall’America, e la lotta contro il capitalismo imperialista.

Ma questo parallelismo oggi rivela in pieno e tragicamente la sua inadeguatezza perché trascura proprio l’aspetto fondamentalmente religioso del fenomeno.

Il concetto marxista di ‘lotta di classe’ non ha, a mio avviso, niente a che fare con la società tradizionale islamica, nella quale l’unica vera e reale ‘dialettica’ storica consiste nella secolare dicotomia musulmano-infedele, oppure sunnita-sciita.

Leggiamo a questo proposito cosa scrive il Prof. Giovanni De Sio Cesari:

Le rivendicazione economiche  sono assolutamente secondarie.  La nostra mentalità che vede lo Stato soprattutto come regolatore della distribuzione della ricchezza non ci fa comprendere che per un fondamentalista islamico la funzione dello Stato è etica, che esso è innanzitutto  difensore e depositario della fede. (http://www.giovannidesio.it/terrorismo%20isl/terrorismo%20islamico/terrosismo%20islamico.htm#TERRORISMO FONDAMENTALISTA)

Secondo il Prof. De Sio Cesari la radice storica fondamentale del terrorismo islamico sta nell’amara constatazione dell’inferiorità del mondo islamico di fronte all’Occidente che dura da circa duecento anni:

Il radicalismo islamico nasce soprattutto dalla constatazione dolorosa della condizione di debolezza, di penosa inferiorità in cui il “dar al islam” (il regno dell’islam) si trova rispetto al mondo europeo cristiano….

Da ormai due secoli l’islam è umiliato profondamente e tale umiliazione si è acuita negli ultimi anni. Gli arabi non sono riusciti a eliminare o almeno a contenere un piccolo stato come Israele contro il quale hanno perso quattro guerre.  L’Iraq ha minacciato “la madre di tutte le battaglie” nel 92  e poi nel 2003 “una resistenza insuperabile” ma  gli Americani hanno vinto in entrambi i casi con estrema facilità, quasi senza perdite.  In Afganistan è bastato praticamente  aiutare una delle fazioni in lotta ( Tagiki e Usbeki del nord) e le forze Talebane che avrebbero dovuto combattere fino all’ultimo uomo si sono dileguate. Si può essere contrari a Saddam e al Mullah Omar  ma un mussulmano non può non sentirsi umiliato da tutti questi fatti….

(http://www.giovannidesio.it/terrorismo%20isl/terrorismo%20islamico/terrosismo%20islamico.htm#LE RADICI STORICHE)

In sostanza, secondo l’Autore di questa a mio parere pregevole analisi, in gran parte del mondo islamico si è diffusa l’idea che l’incapacità dell’Islam di fronteggiare l’Occidente ‘è dovuta all’abbandono della tradizione coranica’ (ibid.). Ecco perché gli integralisti non odiano soltanto gli occidentali, ma anche i regimi islamici che non attuano pienamente la legge coranica.
Alla base di tutto, comunque, secondo me sta proprio il rapporto strettissimo che sussiste, nel mondo islamico, fra identità di gruppo ed identità religiosa, che nel mondo occidentale ha cominciato ad indebolirsi già a partire dal Rinascimento.
Se a questo aggiungiamo che uno dei doveri di fondo del musulmano, secondo il Corano, consiste nell’affermazione universale dell’Islam, anche con la ‘guerra santa’, il quadro è completo.