LA MAFIA NIGERIANA-RECENTI SVILUPPI

Avete più sentito parlare della povera Pamela Mastropietro? Sembra che il caso sia scomparso dalle cronache, subissato dal nuovo astro dei “buoni” e degli “umani”, la Capitana Coraggiosa, già in odore di santità e probabile candidata al Nobel per la Pace.
Mi rendo conto che l’Inquisizione indaga e che parlare di mafia nigeriana comporta il rischio di essere accusati di razzismo, di fomentare l’odio razziale e di contribuire alla “distrazione di massa”, ma ho deciso di correre il rischio.
Potrei anche essere considerato dai “buoni” come un “analfabeta funzionale”, il che mi è già successo.
Il problema è reale ed è necessario, costi quel che costi, contrastare la propaganda basata sugli schemi ideologici e non sui fatti.
In questi articoli si può avere un’idea di che cosa sia la mafia nigeriana, di come si sia diffusa e grazie a quali canali, e soprattutto di quanto sia pericolosa.
Nota bene: ne hanno parlato anche Repubblica e Il Manifesto, il quale fornisce la sua interpretazione del fenomeno in senso ovviamente antisalviniano……

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/pamela_mastropietro_oseghale-4312978.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/11/mafia-nigeriana-a-palermo-vasta-operazione-della-polizia-sgominata-cosca-incardinata-in-zona-ballaro/5316153/

https://www.sostenitori.info/la-mafia-nigeriana-e-sempre-piu-potente/329860

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mafia_nigeriana

https://www.google.com/amp/s/www.panorama.it/news/cronaca/italia-mafia-nigeriana-oseghale/%3famp=true

https://www.google.com/amp/s/www.linkiesta.it/it/article/2019/04/24/mafia-nigeriana-estorsione-racket-prostituzione/41918/amp/

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2019/06/29/black-axe-i-macabri-rituali-della-mafia-nigeriana/

http://www.affaritaliani.it/cronache/mafia-nigeriana-lato-oscuro-libro.html

https://ilmanifesto.it/la-tratta-di-sesso-e-organi/

https://www.google.com/amp/s/palermo.repubblica.it/cronaca/2019/07/11/news/palermo_terzo_blitz_contro_la_mafia_nigeriana_smantellata_base_operativa_a_ballaro_-230930235/amp/

GENOCIDIO DEI CRISTIANI

La persecuzione dei cristiani nel mondo ha raggiunto proporzioni mostruose.
245 milioni di persone vengono vessate, torturate e persino uccise. Più di 4mila vittime nel solo 2018.
Almeno in alcune aree si può ormai parlare di genocidio.

https://www.google.com/amp/s/www.bbc.com/news/amp/uk-48146305

https://www.gatestoneinstitute.org/14281/genocide-of-christians

https://www.google.com/amp/s/amp.theguardian.com/world/2019/may/02/persecution-driving-christians-out-of-middle-east-report

https://www.google.com/amp/s/www.newsweek.com/persecution-christians-genocide-christianity-disappearing-report-1414038%3famp=1

https://unherd.com/2019/04/the-wests-shameful-indifference-to-christian-genocide/

IL FUTURO DELL’EUROPA SECONDO EUGENIO SCALFARI

Un paio di anni fa Scalfari ha scritto cose molto interessanti sul tema dell’immigrazione di massa.
SINTESI: Scalfari dice in sostanza che l’Europa, e la sinistra in modo particolare, deve promuovere il processo migratorio per creare una nuova popolazione unica euroafricana, un “meticciato”, allo scopo di “ridurre le disugualianze”.
Ecco il pezzo fondamentale del testo, ovviamente con il link:

“Ma se invece di ragionare su un processo millenario ragioniamo di un processo di pochi secoli, allora l’Africa diventa un elemento positivo, che va aiutato in tutti i suoi problemi. E non solo l’Africa, ma tutti i popoli migranti che hanno di mira Paesi di antica ricchezza, con i quali convivere nel tentativo di ridurre le disuguaglianze.
La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.” https://www.google.com/amp/espresso.repubblica.it/opinioni/vetro-soffiato/2017/08/02/news/c-e-l-africa-nel-nostro-futuro-1.307312/amp/

DOMANDE:
Cosa pensate di questa tesi di Scalfari?
Il fondatore di Repubblica è un uomo veramente influente sul piano politico-culturale?
La sua posizione sull’immigrazione rappresenta bene la posizione della “sinistra”?

LE PANZANE POLITICO-IDEOLOGICHE SULLA SACRA FAMIGLIA

Tondo Doni

immagine tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Tondo_Doni

Tondo Doni 2015.png
AutoreMichelangelo
Data15031504 circa
TecnicaTempera grassa su tavola
Dimensioni120×120 cm
UbicazioneUffizi, Firenze

Da qualche tempo, per evidenti ragioni politico-ideologiche, circolano  evidenti panzane sulla Sacra Famiglia.
In primis, risulta chiaro che Giuseppe e Maria erano ebrei e non “palestinesi”. Ebrei osservanti a tutti gli effetti. L’uso del termine “palestinese” mi pare anacronistico, ambiguo e direi fuorviante, visto che, tra l’altro, solo nell’anno 135, cioè sotto Adriano, la regione prese il nome di Syria Palaestina (anche se il nome “Palestina, precisiamo, è molto più antico). La vita di Gesù si colloca sul piano storico-geografico nella provincia romana di Syria, di cui la Giudea e la Galilea erano parti distinte dal punto di vista politico-amministrativo. In ogni caso, a parte la questione della denominazione, la regione era conosciuta da secoli come terra degli ebrei e di certo non degli arabi (1). Venne conquistata dagli arabi solo nel VII secolo dopo Cristo.
Nel momento in cui nasce Gesù a Betlemme, nell’allora “Regno dei Giudei”, governato dal re Erode il Grande sotto il protettorato romano, Giuseppe e Maria non sono né profughi, né migranti: si trovano lì solo per il censimento.
È anche vero che, a causa della Strage degli Innocenti ordinata da Erode il Grande, la Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto. In questo senso -e solo in questo senso- si può dire che Giuseppe, Maria e Gesù sono stati effettivamente “profughi” per via di una persecuzione.       Ma “profughi”, appunto, mai “migranti”.

  1. http://cojs.org/when_palestine_meant_israel-_david_jacobson-_bar_27-03-_may-jun_2001/

TERRORISMO O GUERRA DI RELIGIONE?

La questione del terrorismo islamico, ma forse sarebbe meglio scrivere ‘islamico’, visto che ovviamente musulmano non vuol dire terrorista, è molto complessa e non deve essere affrontata in modo semplicistico. Sono necessarie molte precisazioni e distinzioni. Cominciamo osservando che per molto tempo il terrorismo ‘islamico’ è stato strettamente legato alla questione palestinese. Oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Oggi la parola stessa ‘terrorismo’ non è sufficiente per descrivere un fenomeno molto più globale che ha assunto in modo netto ed inequivocabile il carattere di una vera e propria GUERRA DI RELIGIONE CONTRO I CRISTIANI IN QUANTO TALI. Negare questo fatto significa negare l’evidenza assoluta dei fatti che accadono in tutto il mondo. Negare l’evidenza è sempre molto grave e può anche essere pericoloso. Il cosiddetto ‘Califfato’ o ‘Stato Islamico’ rappresenta solo la classica punta dell’iceberg di un fenomeno molto diffuso soprattutto in Africa ed in Asia, cioè nelle aree in cui prevale la componente musulmana. La GUERRA SANTA CONTRO I CRISTIANI IN QUANTO TALI si manifesta in vari modi. Eccidi di massa, rapimenti, stupri, bombe nelle chiese, attentati di ogni genere. Essere cristiani in certe aree del mondo è diventato estremamente pericoloso. Ma per avere un quadro chiaro e completo dobbiamo anche dire che la GUERRA SANTA non tocca solo i cristiani. In questo stesso momento è in atto una GUERRA SANTA tra musulmani sciiti e musulmani sunniti. Una specie di resa dei conti attesa da secoli tra le due parti  in perenne lotta sin dalle origini dell’Islam.

(prima parte)

TERRORISMO ISLAMICO FONDAMENTALISTA: LA STRAGE DIMENTICATA DEI GIORNALISTI IN ALGERIA

26 marzo 2017
TERRORISMO ISLAMICO FONDAMENTALISTA: LA STRAGE DIMENTICATA DEI GIORNALISTI IN ALGERIA
Vorrei fare un passo indietro nel tempo e ricordare alcuni fatti storici di enorme rilevanza, praticamente dimenticati dai mass media.
Si sa che i mass media fagocitano ed espellono notizie in continuazione. Sopravvivono così. Hanno poca memoria.
Desidero analizzare una serie di fatti. Lo farò un poco alla volta.
Innanzitutto, è bene ricordare che il feroce e clamoroso attentato alla redazione di Charlie Hebdo è stato soltanto l’ennesimo episodio della guerra combattuta dal fondamentalismo islamico contro la libertà di stampa e di espressione, in modo particolare in Algeria:
Questa vera e propria strage di giornalisti, colpevoli di voler ‘pensare con la propria testa’ (ibid.), dimostra che il fondamentalismo islamico odia a morte la libertà di pensiero e di espressione. Nello stesso tempo, però, fa capire che -grazie al cielo!- non tutto il mondo islamico è integralista.
Il fanatismo religioso, che ha insanguinato per secoli la nostra vecchia Europa, finché non è stato sostituito dal fanatismo nazionalista dopo la parentesi illuministica e liberale, non ha mai tollerato la libertà di pensiero.

SCONTRO DI CIVILTÀ ? OCCHIO AL WAHABISMO

Molti, sulla scorta delle tesi sostenute in anni recenti da Oriana Fallaci, parlano di un inevitabile scontro tra la Civiltà Cristiana Occidentale e la Civiltà Islamica.
Quest’idea dovrebbe essere sottoposta a una severa analisi critica. Il punto fondamentale è che NON ESISTE un fronte compatto islamico.
L’Islam si è diviso pochi decenni dopo la morte del Profeta e la divisione si è aggravata nel corso dei secoli. Oggi il mondo islamico è un vero labirinto di tendenze, dottrine, movimenti che si contrappongono e in moltissimi casi si fanno la guerra. Ognuno di questi movimenti sostiene di essere l’unico e vero Islam. Pertanto, possiamo dire che la tradizionale dicotomia Sunniti-Sciiti è soltanto la classica punta dell’iceberg.
Chiarito questo, passiamo ad analizzare un problema di cui si parla poco e che invece dovrebbe essere affrontato in modo molto serio, anche sul piano politico.
Tutti conoscono Osama Bin Laden, l’ispiratore dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, ma non molti sono al corrente di quella che è stata la sua formazione ideologica.
Sebbene nato nello Yemen, Bin Laden si trasferì presto con la sua numerosa famiglia in Arabia Saudita. In Arabia aderì al Wahabismo, un movimento islamista ultraconservatore di cui la monarchia saudita è l’espressione politica. Grazie anche a rapporti con la famiglia regnante, Bin Laden divenne miliardario. Il resto è storia recente e ben nota.
Cerchiamo ora di analizzare brevemente il cosiddetto Wahabismo. La cosa è importante perché la monarchia saudita (assoluta ed ereditaria), ufficialmente ‘alleata’ dell’Occidente, nasce proprio dal wahabismo e lo sostiene in tutto il mondo grazie ai petroldollari.
Quali sono le caratteristiche principali della dottrina wahabita, che secondo molti studiosi e osservatori è la matrice ideologica del terrorismo islamico fondamentalista?
Il Wahabismo nasce nel XVIII secolo in Arabia, allora in buona parte sottomessa all’Impero Ottomano. In quell’epoca l’Africa settentrionale, il Medio Oriente e persino un pezzo dell’Europa si trovavano sotto il dominio turco.
Questo dato di fatto è importantissimo e dovrebbe far riflettere coloro i quali continuano a sostenere che il terrorismo islamico fondamentalista è una pura, diretta e immediata conseguenza dell’imperialismo occidentale. La Storia è molto più complessa degli schemi ideologici.
La dottrina wahabita in breve: conservatorismo estremo, interpretazione letterale del Corano (leggasi Shari’a), annullamento dell’individuo in funzione della fede e della comunità dei credenti, rifiuto assoluto di tutto ciò che non appartiene alla pura ortodossia sunnitica (quindi anche Sciiti e ovviamente Cristiani, Ebrei e tutte le altre Religioni dell’Umanità).
Mi pare del tutto ovvio quanto una simile ideologia possa favorire la diffusione del terrorismo. Particolarmente significativa, in questo senso, mi sembra soprattutto la totale sottomissione dell’individuo alla Religione e ai valori comunitari condivisi. Questa è la base ideologica del tipico attentatore suicida.
La monarchia saudita si pone quindi da un lato come negatrice della modernità e di ogni possibile evoluzione liberale dell’Islam, dall’altro come principale alleato dell’Occidente. Si capisce bene quanto quest’atteggiamento sia in effetti profondamente e pericolosamente ambiguo. Da notare che l’Arabia Saudita sostiene, finanzia e diffonde, come ho già detto, il Wahabismo in tutto il mondo.
Guarda “Watching The Hawks exposes how ISIS’ ideology, Wahabbism, is the product of British imperialism whic” su YouTube:
https://youtu.be/p1JRh8zMHAo

TRUMP E NETANYAHU: LA STORIA FA UN PASSO INDIETRO?

16 febbraio 2017
 
TRUMP E NETANYAHU: LA STORIA FA UN PASSO INDIETRO?
Trump ha detto apertamente, durante l’incontro con il premier israeliano Netanyahu, che l’esistenza di due stati, uno palestinese e l’altro ebraico, non è più da considerare come necessaria.
Dopo anni di enormi fatiche, che avevano portato alla costituzione di uno stato palestinese vero e proprio, sia pure non ancora perfettamente ‘organizzato’, riconosciuto da moltissimi stati (non da Israele, ovviamente, che occupa ancora militarmente parte del suo territorio), arriva Trump che con sicumera da tipico tycoon dice al mondo che in pratica è tutto da rifare!
Su quali basi, oggi, si può mettere in discussione l’esistenza di due stati?
Parliamoci chiaro: dal punto di vista di Netanyahu, la trovata di Trump può significare, di fatto, un sostanziale appoggio alla linea politica della destra sionista israeliana, da sempre contraria all’esistenza di uno stato palestinese indipendente.
Sentiamo l’interessante analisi di Rampini:
Secondo Rampini, Trump pretende di gestire la politica internazionale come una questione d’affari.
Sono d’accordo ed aggiungo che secondo il mio modesto parere, la ‘faciloneria’ di Trump può portare a conseguenze terribili.
Lo scenario probabile è uno spostamento dei paesi arabi su posizioni radicalmente antioccidentali. E sicuramente questo favorirebbe il terrorismo internazionale e rafforzerebbe il sedicente ‘Stato Islamico’.
In più, renderebbe sempre più debole la componente liberale e democratica della società israeliana.
Bah!

SABATO ARRIVANO I BLACK BLOC A ROMA….SI SALVI CHI PUÒ!

A quanto pare, i cosiddetti BLACK BLOC stanno preparando il loro ennesimo raduno.
A  Roma.
Sabato quindi sarà una giornata difficile per i romani. Ci dobbiamo aspettare scontri con le forze dell’ordine, violenze, distruzioni fini a sé stesse….come sempre.
Chi pagherà i danni?
Noi tutti, direttamente o indirettamente.
La domanda è: ma perché dobbiamo tollerare tutto questo?
Che cosa abbiamo fatto di male?
I negozianti, in quanto categoria evidentemente odiata dai BLACK BLOC, meritano di essere ‘puniti’ con la distruzione di vetrine e saracinesche?
E le macchine parcheggiate lungo il ‘corteo’ che fine faranno? Ce lo possiamo immaginare. Appartengono tutte a sadici sfruttatori ‘capitalisti’?
Polizia e Carabinieri sono nelle condizioni di poter reagire con tempismo e determinazione per evitare le conseguenze dell’ondata di violenza che si abbatterà sulla Capitale?
Dobbiamo come sempre rimanere passivi ed aspettare che l’onda si ritiri, dopo devastazioni di ogni genere e danni ai monumenti?
Perché non cominciamo a REAGIRE?
Già, ma come?
Che cosa ne pensano la Neosindaca, il Questore ed il Prefetto?
Che tipo di piano d’emergenza stanno elaborando?
Non si può prevenire in modo adeguato, temo, perché ormai in Italia prevale, temo, nelle istituzioni un atteggiamento di fondo che, temo, definire ‘buonista’ e tollerante è dire poco. O mi sbaglio?
Beh….a questo punto….se le cose stanno così….non ci rimane che dire…..tristemente…si salvi chi può!!

PER CONOSCERE MEGLIO HAMAS

Per cercare di capire un po’ meglio che cosa sta avvenendo nella martoriata terra di Palestina, senza paraocchi ideologici, può essere utile leggere la voce “HAMAS” (scritta in inglese) di Wikipedia.
Si tratta di un articolo perfettamente documentato, con un enorme apparato di note (522) e un’imponente bibliografia.
È possibile rispondere, leggendolo attentamente, ad alcune domande estremamente importanti:
Da dove vengono i finanziamenti di Hamas?
È vero che provengono anche da organizzazioni criminali?
Arrivano finanziamenti anche dall’Italia?
Hamas predica l’antisemitismo?
È vero che nello Statuto di Hamas viene dato credito ai famigerati “Protocolli dei Savi di Sion”, un clamoroso falso storico creato agli inizi del Novecento (che ha contribuito non poco allo sterminio di circa sei milioni e mezzo di Ebrei)?
Hamas usa il terrorismo come arma politica, inclusi gli attacchi contro i civili?
È vero che da diversi anni Hamas attua una guerra contro Israele anche mediante missili e questi attacchi missilistici sono stati considerati crimini di guerra da organizzazioni internazionali che difendono i diritti umani?
È vero che Hamas usa “scudi umani” nella guerra contro Israele?
Sono frequenti i casi di uccisioni di nemici politici?
Hamas usa la tortura?
L’Unione Europea considera Hamas un’organizzazione terroristica?
È vero che Hamas addestra minori (sotto i 15 anni) per combattere contro Israele?
Nei territori controllati da Hamas esiste la libertà di stampa?
Amnesty International e Human Rights Watch si sono occupati anche di Hamas?
A queste e molte altre domande è possibile rispondere cliccando qui:
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Hamas