BASILICA DEL SACRO CUORE IMMACOLATO DI MARIA

PIAZZA EUCLIDE
QUARTIERE PARIOLI

Questa basilica “minore” venne costruita a partire dal 1924 con i finanziamenti della comunità italiana canadese su progetto dall’Architetto Armando Brasini, al quale dobbiamo anche, fra le altre cose, Ponte Flaminio e l’ingresso monumentale del Giardino Zoologico. La chiesa nasce, quindi, poco dopo il riconoscimento ufficiale del Quartiere Parioli nel 1921 e sicuramente rientra in un preciso piano urbanistico e socio-religioso ad un tempo. Se ne parlava già al tempo di Benedetto XV (1914-1922), il primo grande patrocinatore della chiesa. Da notare che in quello stesso periodo un altro architetto visionario, Gino Coppedè, realizza il suo “quartiere” favolistico. Mi piace ricordare un altro manufatto neobarocco un po’ speciale di questo periodo: il Serbatoio dell’Acqua Marcia, realizzato da Raffaele De Vico nel 1925 nel Parco dei Daini di Villa Borghese. Insomma, in questi primi anni del “ventennio” si concretizza una Roma fuori dagli schemi, sicuramente non in linea con gli sviluppi dell’architettura razionalista, che anche in Italia comincia ad affermarsi soprattutto grazie agli architetti del “Gruppo 7” (1926).
Come prima pietra viene scelto un blocco di serpentino trovato nei pressi delle Catacombe di S. Valentino, ubicate alle pendici dei Monti Parioli, come simbolo di continuità cristiana sin dall’Antichità di quest’area settentrionale di Roma. Faccio notare che questa chiesa, se non proprio bella almeno interessante, allo stato attuale (23 aprile 2020) non viene nemmeno citata fra i “luoghi d’Interesse” del Quartiere nella corrispondente voce di Wikipedia. Una lacuna da colmare. Dopo molte traversie, la chiesa dedicata al Sacro Cuore Immacolato di Maria venne completata solo nel 1951 con la realizzazione del basso tamburo al posto della cupola prevista da Brasini. La causa principale di questo ritardo fu il costo eccessivo dei materiali, che costrinse il progettista a introdurre varianti rispetto al piano originario. Alla fine ciò che vediamo è solo una parte di quello che voleva realizzare Brasini. Per averne un’idea basti pensare che il progetto della cupola traeva ispirazione dal Pantheon!
Un altro motivo del ritardo fu l’inadeguatezza del terreno per un progetto tanto ambizioso, che all’inizio era stata trascurata. La facciata si presenta elaborata e grandiosa nello stesso tempo, con un curvo pronao monumentale, un grande timpano e ben 28 massicce colonne tuscaniche. Si notino le rientranze realizzate grazie a una fila discontinua di colonne nettamente sporgenti. Il tutto è un chiaro richiamo al monumentalismo barocco, peraltro realizzato solo in parte per i motivi di cui sopra. Per la Guida Rossa del Touring, che dedica pochissimo spazio a questa chiesa, si tratta di “retorica monumentale”. Terribile il giudizio di Claudio Rendina: “un gigantesco edificio fuori tempo, che pecca di uno sfacciato monumentalismo barocco” (Le Chiese di Roma, p. 88).
Il problema vero, credo, è quello di capire il senso generale della “poetica” brasiniana, visionaria ed eclettica, alla quale Paolo Portoghesi ha riconosciuto “la capacità di arrivare ad un risultato coerente e semplice partendo da una indisciplinata complessità”. Lo stesso Portoghesi ha ritenuto Brasini un architetto totalmente al di fuori dello spirito del Novecento.
Ma si tratta veramente di un’architettura fuori tempo, retorica, sfacciatamente monumentale?
Per quanto mi riguarda, l’impatto estetico non è stato affatto negativo. Anzi, devo dire che in fondo proprio il suo essere incompiuta e fuori tempo rende questa chiesa sorprendente e quindi affascinante.Anche l’interno è piuttosto elaborato e monumentale. La pianta è a croce greca, inserita in un cerchio posto ad un livello più basso.
Non posso non segnalare, nel battistero, 9 grandi tele ad olio dell’armeno Grigorij Ivanovič Šiltjan (1900-1985), meglio noto come Gregorio Sciltian, grande epigono del “realismo magico”. Particolarmente suggestiva è la rappresentazione molto realistica del Battesimo di Gesù. A proposito di questa scelta estetica, l’Autore scrisse:
“In questa opera ho voluto esprimere la sintesi della mia ideologia ed il mio credo estetico nella pittura della realtà, perché credo fermamente che l’arte realistica rappresenti l’unica strada che riconduca alla salvezza e alla sublimazione della pittura in questi tempi di oscurantismo e di disfacimento della grande tradizione” (dal sito della Parrocchia).

SITOGRAFIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_del_Sacro_Cuore_Immacolato_di_Maria
https://romanchurches.fandom.com
http://www.parrocchiacuoreimmacolatodimaria.it/
https://digilander.libero.it/la_corda/accesso/benvenuti.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Brasini
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/04/01/il-realismo-magico-di-gregorio-sciltianFirenze12.html?refresh_ce

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